Evoluzione e cambiamenti di uno sport e di un mercato sempre più cool e trendy-
Sport estremo sì, ma assolutamente glamour. Quando la pelle di foca vale più di quella di un visone e la neve incornicia atmosfere rare e suggestive. Lo sci alpinismo sta cambiando e, con esso, anche il mercato. Certo, la frangia dei puristi, dei faticatori programmati e degli alpinisti incontaminati dagli umori della moda, continua a fare la sua bella figura nel panorama dei consumatori, ma c’è un nuovo popolo che bussa alla porta dei negozi, un target giovane, che vuole divertirsi di giorno e, a volte, anche di notte. È un mutamento culturale e sociale che diventa commerciale. Il ghiaccio dell’indifferenza si scioglie davanti alle novità tecnologiche, tra scarponi avveniristici, ed un abbigliamento race e free time che sta diventando fashion, o, quanto meno, uniforme nei suoi canoni, perché la tribù degli sci alpinisti ha deliberato, trasformandosi in community. Dietro la storia, dietro la sfida a se stessi, si staglia allora l’alternativa. Lo sci alpinismo diventa cool, un’occasione di fare fitness, il mezzo attraverso il quale raggiungere rifugi in altura e trascorrere feste in un contesto originale. La forza del settore è la fatica, che da deterrente si è trasformata in propellente. Sudare è bello, soprattutto sulla neve fresca. Conquistarsi la vetta e scendere, magari in compagnia, è anche meglio. Lo straordinario e l’ordinario si fondono in una terra di mezzo, un mercato recettivo, che, al di là delle difficoltà dell’attuale situazione economica, riesce ancora a differenziarsi rispondendo alle richieste dei consumatori. “Il mercato dello sci alpinismo – afferma infatti Luca Salini, cotitolare di Crazy Idea, azienda leader del settore – va diviso in due branche. La prima è il mercato gara, quello dell’agonismo, in crescita, ma veramente di nicchia. Molte aziende vi si stanno muovendo, anche con investimenti importanti, anche se personalmente ritengo che i numeri siano ancora bassi. Il secondo, e ben più importante, è al contrario il mercato dello sci alpinismo turistico che, in deciso miglioramento, non soffre la crisi economica.” Innanzi tutto per i costi abbastanza contenuti dello sci alpinismo, rispetto a quelli di altre discipline sportive sulla neve. “Con 600 euro – sottolinea infatti Salini – si può acquistare tutto il materiale.” Per praticare uno sport che negli ultimi due decennni ha avuto un incremento esponenziale, dopo che, fino al secolo scorso, veniva considerato il fratello minore dello sci alpino, riservato solo a pochi faticatori che trovavano nel piacere di salire e scendere in neve fresca la propria dimensione. Fino agli anni Ottanta lo sci alpinismo era semplicemente raggiungere la vetta innevata di una montagna, preferibilmente nella seconda parte della stagione invernale: la disciplina era vissuta da una ristretta cerchia di adepti provenienti marginalmente dallo sci alpino e dallo sci di fondo, che per lo più gravitavano nel mondo austero del Club Alpino Italiano. È stata l’evoluzione dell’attrezzatura a modificare in qualche modo la storia recente della disciplina, in particolare l’attacco Dynafit, introdotto sul mercato nel 1984. “La svolta – racconta infatti Luca Dragoni, direttore marketing Dynafit Italia – è stata la comparsa del primo attacco per sci alpinismo privo di intelaiatura, con un peso dimezzato rispetto all’attacco più leggero all’epoca esistente. Fu chiamato ‘attacchino’ per il suo peso e le sue dimensioni ridotte. Guardato inizialmente con diffidenza dall’ambiente severo degli uomini di montagna, conquistò ben presto i favori degli sci alpinisti, soprattutto tra coloro che partecipavano a competizioni, ed è parallelamente all’avvento dell’attacchino che si è sviluppata nell’ambiente la nuova cultura della ‘leggerezza’, per cui un’attrezzatura più leggera consente un minore sforzo fisico, quindi più freschezza atletica ovvero più divertimento e maggior sicurezza.” Per tutti i tipi di consumatori, dal momento che lo sci alpinismo è una disciplina aggregante e trasversale che fa ‘squadra’, senza guardare l’età, il sesso o la classe sociale di nessuno e che, nel suo processo di cambiamento, si sta avvicinando a discipline limitrofe. “Quel divario tra sci alpinista classico e free rider – sottolinea infatti Dragoni – si sta assottigliando sempre di più grazie, da una parte, a materiali ed attrezzature sempre più performanti, e dall’altra per via di un fenomeno in grande crescita anche tra i più giovani, fortemente attratti dal fascino di una bella discesa in neve fresca.” E proprio ai giovani si rivolge un marchio come Dynafit, “storico, perché rappresenta la storia dello sci alpinismo moderno, giovane, perché tutte le novità rappresentano la vitalità del brand, e giovanile, perché è rivolto a tutti coloro che credono ancora nelle proprie prestazioni, senza guardare la carta d’identità” Anche per questo lo sci alpinismo si può considerare oggi un trend che ha ancora un ottimo potenziale da esprimere, poiché si tratta di uno sport solo potenzialmente pericoloso, ma che diventa sicuro nel momento in cui i praticanti conoscono e seguono le regole di base per frequentare la montagna d’inverno. L’istruzione e la formazione diventano così momenti fondamentali per poter apprezzare una disciplina affascinante, ma altrettanto pericolosa se interpretata con superficialità. Per questo motivo è necessario che i giovani, ed in genere coloro che per le prime volte si avvicinano allo sci alpinismo, oltre ad una serie di
informazioni per conoscere meglio l’ambiente montano invernale, apprendano anche le nozioni fondamentali sull’utilizzo degli apparecchi Arva, da utilizzare nelle escursioni, in cui è sempre bene affidarsi a guide alpine e a persone che conoscono bene il territorio. Munendosi di prodotti di qualità che, in certe situazioni, sono imprescindibili. “L’affidabilità dei materiali in alta quota – afferma infatti Dragoni – ha la priorità assoluta nello sviluppo dei prodotti, e questo ci vede sempre più impegnati nello sviluppo di attrezzatura in grado di aumentare le performance dei nostri utenti, mantenendo il focus sulla sicurezza. Naturalmente il processo di acquisto di un prodotto di sci alpinismo non è esente da aspetti emozionali, e quindi stiamo attenti all’evoluzione delle tendenze ‘modaiole’ in fatto di stile e design. Per esempio siamo stati i primi ad introdurre il concetto di total look nel mondo dello sci alpinismo e abbiamo da sempre dedicato risorse al mondo femminile che trova nello sci alpinismo un’attività fitness. Sommando questi elementi, per dirla come gli anglosassoni, consideriamo lo sci alpinismo come una attività cool, assolutamente trendy”. È questo l’elemento più evidente del cambiamento dello sci alpinismo, che è ormai diventato una moda, modificandosi al suo interno, pur senza snaturarsi. Alla base del suo successo c’è la realizzazione del desiderio di fuga dalla quotidianità. In un’epoca in cui si sente la necessità della riscoperta del rapporto con la natura, gli sci con le pelli sono infatti una risposta a questa esigenza. Lo sci alpinista vuole vivere un’emozione, magari condividerla con altri, ma prima di tutto è alla ricerca di un’esperienza emotiva prima ancora che fisica. “L’aspetto muscolare è importante – spiega Dragoni – soprattutto per chi ama le competizioni (e al mondo racing Dynafit offre molto), ma è soprattutto nell’ambiente dell’escursionismo di alta quota che il nostro brand, l’unico che propone un’offerta completa per lo sci alpinismo, dall’attrezzatura (sci, attacchi e scarponi) all’abbigliamento (da gara e da escursionismo) passando per gli accessori come gli zaini, è il vero attore.” Grazie a diverse linee pensate per ogni declinazione dello scialpinismo, dagli ski runners, che interpretano lo sci in alta quota come espressione agonistica, agli sci alpinisti classici e ai free riders, amanti soprattutto delle discese in neve fresca, fino alle donne, alle quali Dynafit propone ogni anno una collezione dedicata. E proprio il segmeto rosa rappresenta un focus da sviluppare per far crescere un mercato che sta aspettando l’ingresso dello ski touring nel programma olimpico ed una maggiore diffusione di una cultura dell’andare per monti che dia consapevolezza ed incentivi la sicurezza. “La domanda di sci alpinismo è in forte ascesa – spiega infatti Dragoni – e ogni anno all’inizio dell’inverno la nostra produzione è sold out, a dimostrazione che, se da una parte aumenta il numero di utenti, dall’altra è vincente la strategia del prodotto di qualità. Il futuro della disciplina naturalmente passerà attraverso un aumento della pratica giovanile, non necessariamente legato al mondo dell’agonismo, ma semplicemente come alternativa per coloro che amano la mobilità indipendente in neve fresca. È importante che l’utente si avvicini a questa pratica con prudenza e sensibilità attraverso una formazione specifica.” In cui il rivenditore gioca un ruolo di primo piano. “Il negoziante che vuole offrire prodotti e servizi nello sci alpinismo deve rispondere a tre qualità: essere credibile e avere competenza ma soprattutto essere motivato da una forte passione. Ed è per questa ragione che la nostra azienda ha sviluppato un piano di ‘qualificazione’ per il trade che vede la presenza di punti vendita specializzati con la qualifica di Dynafit Competence Center, per noi molto più che semplici clienti, ma veri partner nella nostra mission sul mercato dello ski touring.” Fra i praticanti di questo sport ci sono anche i cosiddetti appassionati della domenica, una categoria di consumatori che ha fatto registrare un aumento e per la quale un marchio come Camp è sicuramente un riferimento. “Sia per loro – afferma il presidente Eddy Codega – sia per chi ha un approccio più competitivo allo sci alpinismo. Da sempre siamo leader di innovazione nella leggerezza e siamo un punto di riferimento per gli atleti di punta. Da questa esperienza entusiasmante derivano molti feedback che ci permettono di evolvere continuamente i materiali anche per i semplici appassionati. Una cosa interessante da notare è che l’atleta di sci alpinismo è spesso e volentieri lo stesso che d’estate vediamo fare sky running o le cosiddette maratone d’alta quota: è quindi un target interessante per le quattro stagioni ed il lavoro con loro è così costante nel tempo.” La parola d’ordine è alleggerimento, perché quando si sale in quota il peso deve essere razionalizzato, come sottolinea anche Patrizia Dalla Rosa, responsabile marketing di Garmont. “I nostri prodotti sono sempre più leggeri e performanti e non trascurano la sicurezza e le prestazioni tecniche. In questo senso si leggano le novità per l’inverno 2012/13 in cui Garmont lancerà una nuova famiglia di scarponi da sci alpinismo, compreso lo scarpone a 4-leve, probabilmente il più leggero sul mercato. Grazie al design e a materiali evoluti questi scarponi Power Lite si distinguono per la facilità di calzata e l’innovativo e brevettato meccanismo Ski-Walk, che riduce la frizione nella camminata. A loro volta le scarpe EZ Fit offrono un comfort istantaneo, e, per coloro che desiderano una maggiore personalizzazione, sono termoformabili al 100%.” Tecnologia al potere, quindi, anche perché spesso il concetto si abbina a quello di sicurezza. “Essere più veloci – commenta Codega – permette di rimanere per minor tempo a contatto con i pericoli oggettivi della montagna.” Alla quale ci si approccia ormai in modi differenti anche grazie allo sci alpinismo che può essere un’alternativa o un diversivo interessante rispetto allo sci, che sta diventando una disciplina sempre più costosa. Certamente numeri più grandi rischiano di portare un numero più elevato d
i persone inesperte o che sottovalutano questo sport, ma non si intravede comunque il rischio che lo sci alpinismo possa diventare una disciplina così popolare o di massa. È considerando questi presupposti che si può constatare come oggi lo sci alpinismo rappresenti un’interessante alternativa di specializzazione e diversificazione nei confronti delle superfici più generaliste ed una buona opportunità per uscire dalla sola logica del prezzo. Certamente l’utilizzatore necessita di trovare professionalità, competenza e conoscenza, ma spesso ci si trova di fronte ad utilizzatori che sono disposti a spendere molto poiché l’equipaggiamento deve essere sicuro e non ci può essere sconto sulla sicurezza. Un must di un’azienda come La Sportiva, che ha compreso il cambiamento della concezione dello sci alpinismo, in ascesa nelle sue declinazioni free ride e ski touring di medio livello e sempre più diffuso come alternativa invernale alla palestra e allo sci di fondo, perché è praticabile in totale libertà senza bisogno di strutture dedicate o di skipass. “È un modo nuovo di vivere la montagna – sottolinea Luca Mich, responsabile marketing de La Sportiva – lontano da piste e impianti sciistici.” I praticanti aumentano, sia nello ski touring, sia nel circuito race, ed il movimento si sta strutturando come conferma la nascita nel 2008 della Federazione Internazionale ISMF. È in questo contesto che La Sportiva è entrata nel 2009 lanciando lo scarpone in carbonio Stratos, realizzato con materiali avanguardistici come fibre di carbonio e titanio, applicando al contempo il capitale di conoscenze dell’azienda che da oltre ottant’anni è un riferimento nel mercato degli scarponi e che è pronta a sfornare nuovi prodotti. “Per la stagione invernale 2012/2013 – rivela infatti Mich – abbiamo in serbo diverse novità che gli addetti ai lavori potranno vedere con i propri occhi durante la fiera Ispo di Monaco. Il nostro obiettivo è quello di fornire allo sci alpinista tutto ciò di cui ha bisogno per praticare questo sport ad alto livello. Ecco allora che a Stratos faranno seguito altri scarponi da ski touring realizzati in Pebax e Grilamid, dedicati a sci alpinisti esperti ma anche di medio livello. Oltre a questo nella linea ski-mountaineering La Sportiva troverà spazio una linea completa di sci predisposti per l’aggancio delle pelli da risalita e di una serie di accorgimenti e costruzioni sviluppate appositamente per lo sci alpinista di oggi.” Che, come lo sport che pratica, si sta trasformando, diventando più sensibile alla moda. Ecco perché, in futuro, lo sci alpinismo potrebbe avere un’evoluzione simile a quella avvenuta nel free ride, passando da semplice sport a vero e proprio stile di vita. “Le aziende – spiega Mich – dovranno essere in grado di cogliere l’attimo e di proporre non solo prodotti dedicati strettamente alla pratica ma anche ad una sfera più lifestyle, più tempo libero skitouring oriented.” Per questa categoria e per quella race è stata realizzata la collezione invernale tecnica de La Sportiva. “Ad Ispo presenteremo infatti una collezione divisa in Fast Forward, capi super tecnici e leggeri dedicati al mondo verticale, e una collezione Performance, capi che fanno di termicità e protezione dagli agenti atmosferici i loro punti di forza. La grossa novità sarà quindi la linea apparel, ma anche nell’attrezzo saranno aggiunti ben tre nuovi modelli di sci e presentate le versioni definitive degli scarponi in grilamid Sideral, Spitfire e Starlet.” Che saranno poi proposti ai consumatori in occasione delle competizioni, ma anche sul web, il negozio del futuro, dove amanti dello sci alpinismo e sportivi si ritrovano alla ricerca di notizie, curiosità e soprattutto di contatto diretto con l’azienda. Un approccio più trendy e cool per un nuovo modo di concepire la montagna.Da
Proteggersi è trendy (Gregorio Togni - Waves Ski)
Sicurezza ed estetica con prodotti di qualità e alla moda
Il casco giusto per lo sport giusto. A produrlo è Waves Ski, azienda specializzata nella produzione di caschi, maschere e protezioni e presente anche nel mercato dello sci alpinismo. “Per noi si tratta di una nicchia – conferma il titolare Gregorio Togni – in cui proponiamo un casco sci molto leggero, anche se nello sci alpinismo la tendenza più diffusa è quella di utilizzare il casco da roccia.” Un fenomeno di costume, perfettamente in linea con la nuova concezione di uno sport in cui la leggerezza è un must. “Il casco da roccia pesa 80 grammi di meno ed ha un’omologazione diversa, più blanda, che non tiene conto degli impatti laterali, ma gli sci alpinisti guardano innanzi tutto alla leggerezza. Anche per questo alle maschere preferiscono l’occhiale.” Rispondendo al desiderio di portare meno peso in salita, ma, a volte, a scapito della sicurezza. “È un concetto che si sta sviluppando, sebbene molti ritengano di essere immuni da incidenti, mentre i pericoli ci sono. Sono un ingegnere e progetto caschi di tutti i generi tranne quelli per le moto e, secondo la mia esperienza, sono convinto che dovrebbero rendere obbligatorio il casco da sci nello sci alpinismo. È una protezione importante che non dà fastidio ed è utilissima, oltre che alla moda.” Il riferimento è alle orecchiette laterali per la circolazione dell’aria che possono essere rimosse, alleggerendo il prodotto dai 30 ai 40 grammi, assecondando le esigenze dei consumatori. “In Italia il mercato dello sci alpinismo è buono – spiega Togni –, in crescita e sta diventando trendy. Facendo un paragone sta allo sci come la mountain bike sta al ciclismo. Il target è in espansione e, dalla fascia principale, che comprende clienti attorno ai quarant’anni, si sta ampliando anche ai sessantenni e alle donne, che rappresentano un segmento da valutare e su cui investire.”
Tour al chiaro di luna (Luca Dragoni – Dynafit)
Una straordinaria iniziativa per richiamare sempre più amanti della montagna
Sinergia ed energia sono due parole all’ordine del giorno per i marchi che vogliono lavorare per promuovere lo sci alpinismo. Tra questi spicca Dynafit che, analizzato il mercato, ha deciso di proporre un’iniziativa affascinante. “Lo sci alpinismo – racconta infatti Luca Dragoni, direttore marketing Dynafit Italia – è ancora un mercato di nicchia che vive all’interno di una community, quindi è necessario intercettare i luoghi e i metodi di comunicazione dei praticanti e dimostrare loro la propria credibilità. Ecco perché Dynafit è presente in molte competizioni di grido (importante la sponsorizzazione di Patrouille del Glaciers) ma è anche promotore di iniziative come la Nachtspektakel – Tour the Moon, manifestazione giunta ormai alla terza edizione e realizzata in collaborazione con negozianti e rifugi. Si tratta di una gita di sci alpinismo notturno, che permette di raggiungere un rifugio in altezza dopo la chiusura degli impianti. È un’esperienza affascinante che vuole offrire la possibilità a chiunque di mettersi gli sci per un’escursione serale con amici, su un percorso non troppo impegnativo, e di allenarsi anche dopo il lavoro, oppure di testare nuovo materiale Dynafit. Vogliamo creare così un evento particolare, sviluppando delle sinergie con i rifugi più conosciuti tra gli appassionati dello sci alpinismo.” Che si sviluppa anche grazie ad altre collaborazioni. “È significativa l’attenzione che molti ristoratori di alta montagna riservano alla categoria, con iniziative speciali, come l’apertura serale e infrasettimanale di alcuni rifugi in quota. Gli avventori sono esclusivamente sci alpinisti che, conclusa la giornata di lavoro, invece di giocare a tennis o andare in palestra, scelgono di fare mille metri di dislivello fino ad un rifugio, dove consumare una cena con nuovi e vecchi amici.” Il prossimo passo è allora allargare il concetto di sci alpinismo anche a discipline che per stagionalità sono assolutamente complementari. “Mi riferisco allo skyrunning – afferma Dragoni – al trail e alla mountain bike che rappresentano discipline in grado di accogliere gli stessi praticanti dello scialpinismo (nello stesso luogo, la montagna) ma in un momento diverso.”
Servizio di qualità (Luca Salini - Crazy Idea)
Buoni consigli per far bene nel mercato dello sci alpinismo
Essere vicini al cliente aiutandolo nella scelta dell’acquisto, ma anche offrendogli un’assistenza professionale e competente. È il consiglio di Luca Salini, cotitolare di Crazy Idea, azienda nata nel 1989 e fondata dalla moglie Valeria Colturi, ex campionessa italiana junior di fondo. “Per lo sci alpinismo – racconta Salini – produciamo tutto. La nostra azienda ha inventato la tuta da gara di sci alpinismo e nel 2008 siamo stati i primi a fare la tuta da gara con la compressione muscolare. Con l’esperienza che abbiamo maturato posso dire che oggi il cliente cerca sempre di più materiali performanti e di alto livello ed un abbigliamento tecnico. Mi riferisco ad un target disposto a spendere per ricevere dalle aziende qualità e credibilità.” È molto richiesta la produzione made in Italy con tessuti italiani, ed è ricercato l’abbigliamento utilizzato dai top atleti. “Si cercano anche aziende – spiega Salini – in grado di realizzare prodotti con materiali di alta qualità personalizzati, come abbiamo fatto noi per primi.” Il servizio ai clienti è la mossa giusta per fare bene. “I punti vendita più ricercati sono quelli in cui ci sono commessi e titolari che sanno dare consigli ed offrire credibilità. Lo sci alpinismo è uno sport in crescita che attrae tanti neofiti che vogliono trovare competenza.”
Consumatori da formare (Eddy Codega - Camp)
L’importanza della sicurezza nello sci alpinismo
Il pericolo, quando c’è, si combatte con l’educazione. Un rimedio non repressivo, ma formativo, molto utile sulla neve. “Lo sci alpinismo – afferma infatti il presidente di Camp, Eddy Codega – è un’attività che si svolge in un contesto potenzialmente pericoloso, ma non credo sia corretto definirlo come sport estremo e pericoloso. L’evoluzione dell’attrezzatura ha permesso notevoli miglioramenti in termini di sicurezza così come la qualità delle informazioni relative alle previsioni meteo ed allo stato della neve. Se a questo aggiungiamo come la prudenza sia sempre un’ottima consigliera, possiamo dire che lo sci alpinismo è un’attività che può tranquillamente svolgersi in contesti sicuri, poi è chiaro che l’imprudenza o al contrario la troppa sicurezza nei propri mezzi possono portare a vivere situazioni potenzialmente spiacevoli.” Alla base della prevenzione c’è la formazione. “L’educazione e la buona informazione sono due cose in cui si può sempre migliorare. Le singole sezioni del CAI o le guide alpine spesso offrono corsi dove si impara a conoscere le tecniche e i materiali, a ‘leggere’ la neve e a valutarne le condizioni. Tutto ciò rappresenta una buona base che dovrebbe essere il punto di partenza per coloro che si avvicinano allo sci alpinismo. A questi compiti non si sottraggono certamente i fabbricanti che sono sempre più fornitori di un servizio allargato proprio in termini di educazione e buona informazione. Noi siamo stati per esempio protagonisti di un’importante iniziativa lo scorso inverno sulla sensibilizzazione dell’utilizzo del casco anche al di fuori delle competizioni in cui è obbligatorio.”
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