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SPECIALE SCI ALPINISMO La fatica va di moda

Indice
SPECIALE SCI ALPINISMO La fatica va di moda
Proteggersi è trendy (Gregorio Togni - Waves Ski)
Tour al chiaro di luna (Luca Dragoni – Dynafit)
Servizio di qualità (Luca Salini - Crazy Idea)
Consumatori da formare (Eddy Codega - Camp)
Tutte le pagine
sci_alp_TSEvoluzione e cambiamenti di uno sport e di un mercato sempre più cool e trendy
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Sport estremo sì, ma assolutamente  glamour. Quando  la pelle di foca vale più di  quella di un visone e la neve  incornicia atmosfere rare e suggestive.  Lo sci alpinismo sta cambiando  e, con esso, anche il mercato.  Certo, la frangia dei puristi, dei  faticatori programmati e degli alpinisti  incontaminati dagli umori della  moda, continua a fare la sua bella figura  nel panorama dei consumatori,  ma c’è un nuovo popolo che bussa  alla porta dei negozi, un target giovane,  che vuole divertirsi di giorno e,  a volte, anche di notte. È un mutamento  culturale e sociale che diventa  commerciale. Il ghiaccio dell’indifferenza  si scioglie davanti alle novità  tecnologiche, tra scarponi avveniristici,  ed un abbigliamento race e  free time che sta diventando fashion,  o, quanto meno, uniforme nei suoi  canoni, perché la tribù degli sci alpinisti  ha deliberato, trasformandosi in  community. Dietro la storia, dietro la  sfida a se stessi, si staglia allora l’alternativa.  Lo sci alpinismo diventa  cool, un’occasione di fare fitness,  il mezzo attraverso il quale raggiungere  rifugi in altura e trascorrere  feste in un contesto originale.  La forza del settore è la fatica, che  da deterrente si è trasformata in propellente.  Sudare è bello, soprattutto  sulla neve fresca. Conquistarsi la  vetta e scendere, magari in compagnia,  è anche meglio. Lo straordinario  e l’ordinario si fondono in una terra  di mezzo, un mercato recettivo,  che, al di là delle difficoltà dell’attuale  situazione economica, riesce ancora  a differenziarsi rispondendo alle  richieste dei consumatori.  “Il mercato dello sci alpinismo – afferma  infatti Luca Salini, cotitolare  di Crazy Idea, azienda leader del settore – va diviso in due branche.   La prima è il mercato gara, quello  dell’agonismo, in crescita, ma veramente  di nicchia. Molte aziende vi si  stanno muovendo, anche con investimenti  importanti, anche se personalmente  ritengo che i numeri siano  ancora bassi. Il secondo, e ben più  importante, è al contrario il mercato  dello sci alpinismo turistico che, in  deciso miglioramento, non soffre la  crisi economica.” Innanzi tutto per i  costi abbastanza contenuti dello sci  alpinismo, rispetto a quelli di altre discipline  sportive sulla neve. “Con  600 euro – sottolinea infatti Salini –  si può acquistare tutto il materiale.”  Per praticare uno sport che negli ultimi  due decennni ha avuto un incremento  esponenziale, dopo che, fino  al secolo scorso, veniva considerato  il fratello minore dello sci alpino, riservato  solo a pochi faticatori che  trovavano nel piacere di salire e  scendere in neve fresca la propria  dimensione. Fino agli anni Ottanta lo  sci alpinismo era semplicemente  raggiungere la vetta innevata di una  montagna, preferibilmente nella seconda  parte della stagione invernale:  la disciplina era vissuta da una ristretta  cerchia di adepti provenienti  marginalmente dallo sci alpino e dallo  sci di fondo, che per lo più gravitavano  nel mondo austero del Club  Alpino Italiano. È stata l’evoluzione  dell’attrezzatura a modificare in qualche  modo la storia recente della disciplina,  in particolare l’attacco Dynafit,  introdotto sul mercato nel  1984. “La svolta – racconta infatti  Luca Dragoni, direttore marketing  Dynafit Italia – è stata la comparsa  del primo attacco per sci alpinismo  privo di intelaiatura, con un peso dimezzato  rispetto all’attacco più leggero  all’epoca esistente. Fu chiamato  ‘attacchino’ per il suo peso e le sue dimensioni ridotte. Guardato  inizialmente con diffidenza dall’ambiente  severo degli uomini di montagna,  conquistò ben presto i favori  degli sci alpinisti, soprattutto tra coloro  che partecipavano a competizioni,  ed è parallelamente all’avvento  dell’attacchino che si è sviluppata  nell’ambiente la nuova cultura della  ‘leggerezza’, per cui un’attrezzatura  più leggera consente un minore  sforzo fisico, quindi più freschezza  atletica ovvero più divertimento e  maggior sicurezza.” Per tutti i tipi di  consumatori, dal momento che lo  sci alpinismo è una disciplina aggregante  e trasversale che fa  ‘squadra’, senza guardare l’età, il  sesso o la classe sociale di nessuno  e che, nel suo processo di  cambiamento, si sta avvicinando a  discipline limitrofe. “Quel divario tra  sci alpinista classico e free rider –  sottolinea infatti Dragoni – si sta assottigliando  sempre di più grazie, da  una parte, a materiali ed attrezzature  sempre più performanti, e dall’altra  per via di un fenomeno in grande  crescita anche tra i più giovani, fortemente  attratti dal fascino di una  bella discesa in neve fresca.” E proprio  ai giovani si rivolge un marchio  come Dynafit, “storico, perché rappresenta  la storia dello sci alpinismo  moderno, giovane, perché tutte le  novità rappresentano la vitalità del  brand, e giovanile, perché è rivolto a  tutti coloro che credono ancora nelle  proprie prestazioni, senza guardare  la carta d’identità”  Anche per questo lo sci alpinismo  si può considerare oggi un trend  che ha ancora un ottimo potenziale  da esprimere, poiché si tratta di  uno sport solo potenzialmente pericoloso,  ma che diventa sicuro nel  momento in cui i praticanti conoscono  e seguono le regole di base per  frequentare la montagna d’inverno.  L’istruzione e la formazione diventano  così momenti fondamentali per  poter apprezzare una disciplina affascinante,  ma altrettanto pericolosa  se interpretata con superficialità.  Per questo motivo è necessario che  i giovani, ed in genere coloro che  per le prime volte si avvicinano allo  sci alpinismo, oltre ad una serie di  Strillo_alpinformazioni per conoscere meglio  l’ambiente montano invernale, apprendano anche le nozioni fondamentali  sull’utilizzo degli apparecchi  Arva, da utilizzare nelle escursioni, in  cui è sempre bene affidarsi a guide  alpine e a persone che conoscono  bene il territorio. Munendosi di prodotti  di qualità che, in certe situazioni,  sono imprescindibili. “L’affidabilità  dei materiali in alta quota – afferma  infatti Dragoni – ha la priorità assoluta  nello sviluppo dei prodotti, e  questo ci vede sempre più impegnati  nello sviluppo di attrezzatura in  grado di aumentare le performance  dei nostri utenti, mantenendo il focus  sulla sicurezza. Naturalmente il  processo di acquisto di un prodotto  di sci alpinismo non è esente da  aspetti emozionali, e quindi stiamo  attenti all’evoluzione delle tendenze  ‘modaiole’ in fatto di stile e design.  Per esempio siamo stati i primi ad  introdurre il concetto di total look  nel mondo dello sci alpinismo e abbiamo  da sempre dedicato risorse al  mondo femminile che trova nello sci  alpinismo un’attività fitness. Sommando  questi elementi, per dirla come  gli anglosassoni, consideriamo  lo sci alpinismo come una attività  cool, assolutamente trendy”.  È questo l’elemento più evidente del  cambiamento dello sci alpinismo,  che è ormai diventato una moda,  modificandosi al suo interno, pur  senza snaturarsi. Alla base del suo successo c’è la realizzazione del desiderio  di fuga dalla quotidianità. In  un’epoca in cui si sente la necessità  della riscoperta del rapporto  con la natura, gli sci con le pelli  sono infatti una risposta a questa  esigenza. Lo sci alpinista vuole vivere  un’emozione, magari condividerla  con altri, ma prima di tutto è  alla ricerca di un’esperienza emotiva  prima ancora che fisica. “L’aspetto  muscolare è importante – spiega  Dragoni – soprattutto per chi ama le  competizioni (e al mondo racing Dynafit  offre molto), ma è soprattutto  nell’ambiente dell’escursionismo di  alta quota che il nostro brand, l’unico  che propone un’offerta completa  per lo sci alpinismo, dall’attrezzatura  (sci, attacchi e scarponi) all’abbigliamento  (da gara e da escursionismo)  passando per gli accessori come gli  zaini, è il vero attore.” Grazie a diverse  linee pensate per ogni declinazione  dello scialpinismo, dagli ski runners,  che interpretano lo sci in alta  quota come espressione agonistica,  agli sci alpinisti classici e ai free riders,  amanti soprattutto delle discese  in neve fresca, fino alle donne, alle  quali Dynafit propone ogni anno una collezione dedicata. E proprio  il segmeto rosa rappresenta un  focus da sviluppare per far crescere  un mercato che sta aspettando l’ingresso  dello ski touring nel programma  olimpico ed una maggiore diffusione  di una cultura dell’andare per  monti che dia consapevolezza ed incentivi  la sicurezza. “La domanda di  sci alpinismo è in forte ascesa –  spiega infatti Dragoni – e ogni anno  all’inizio dell’inverno la nostra produzione  è sold out, a dimostrazione  che, se da una parte aumenta il numero  di utenti, dall’altra è vincente la  strategia del prodotto di qualità. Il  futuro della disciplina naturalmente  passerà attraverso un aumento della  pratica giovanile, non necessariamente  legato al mondo dell’agonismo,  ma semplicemente come alternativa  per coloro che amano la mobilità  indipendente in neve fresca. È importante che l’utente si avvicini  a questa pratica con prudenza  e sensibilità attraverso una formazione  specifica.” In cui il rivenditore gioca  un ruolo di primo piano. “Il negoziante  che vuole offrire prodotti e  servizi nello sci alpinismo deve rispondere  a tre qualità: essere credibile  e avere competenza ma soprattutto  essere motivato da una forte  passione. Ed è per questa ragione  che la nostra azienda ha sviluppato  un piano di ‘qualificazione’ per il trade  che vede la presenza di punti  vendita specializzati con la qualifica  di Dynafit Competence Center, per  noi molto più che semplici clienti,  ma veri partner nella nostra mission  sul mercato dello ski touring.”  Fra i praticanti di questo sport ci sono  anche i cosiddetti appassionati  della domenica, una categoria di  consumatori che ha fatto registrare  un aumento e per la quale un marchio  come Camp è sicuramente un  riferimento. “Sia per loro – afferma il  presidente Eddy Codega – sia per  chi ha un approccio più competitivo  allo sci alpinismo. Da sempre siamo  leader di innovazione nella leggerezza  e siamo un punto di riferimento  per gli atleti di punta. Da questa  esperienza entusiasmante derivano  molti feedback che ci permettono di  evolvere continuamente i materiali  anche per i semplici appassionati.  Una cosa interessante da notare è  che l’atleta di sci alpinismo è spesso  e volentieri lo stesso che d’estate  vediamo fare sky running o le cosiddette  maratone d’alta quota: è quindi  un target interessante per le quattro  stagioni ed il lavoro con loro è  così costante nel tempo.” La parola  d’ordine è alleggerimento, perché  quando si sale in quota il peso  deve essere razionalizzato, come  sottolinea anche Patrizia Dalla Rosa,  responsabile marketing di Garmont.  “I nostri prodotti sono sempre  più leggeri e performanti e non trascurano  la sicurezza e le prestazioni  tecniche. In questo senso si leggano  le novità per l’inverno 2012/13 in  cui Garmont lancerà una nuova famiglia  di scarponi da sci alpinismo, compreso lo scarpone a 4-leve,  probabilmente il più leggero sul  mercato. Grazie al design e a materiali  evoluti questi scarponi Power  Lite si distinguono per la facilità di  calzata e l’innovativo e brevettato  meccanismo Ski-Walk, che riduce la  frizione nella camminata. A loro volta  le scarpe EZ Fit offrono un comfort  istantaneo, e, per coloro che desiderano  una maggiore personalizzazione,  sono termoformabili al 100%.”  Tecnologia al potere, quindi, anche  perché spesso il concetto si  abbina a quello di sicurezza. “Essere  più veloci – commenta Codega  – permette di rimanere per minor  tempo a contatto con i pericoli oggettivi  della montagna.” Alla quale ci  si approccia ormai in modi differenti  anche grazie allo sci alpinismo che  può essere un’alternativa o un diversivo  interessante rispetto allo sci,  che sta diventando una disciplina  sempre più costosa. Certamente numeri  più grandi rischiano di portare  un numero più elevato dAlpinismo_TSi persone  inesperte o che sottovalutano questo  sport, ma non si intravede  comunque il rischio che lo sci  alpinismo possa diventare  una disciplina  così popolare o  di massa. È considerando  questi presupposti  che si può  constatare come  oggi lo sci alpinismo  rappresenti un’interessante  alternativa  di specializzazione e diversificazione  nei confronti delle superfici più generaliste  ed una buona opportunità  per uscire dalla sola logica del prezzo.  Certamente l’utilizzatore necessita  di trovare professionalità, competenza  e conoscenza, ma spesso ci si  trova di fronte ad utilizzatori che sono  disposti a spendere molto poiché  l’equipaggiamento deve essere sicuro  e non ci può essere sconto sulla  sicurezza.  Un must di un’azienda come La  Sportiva, che ha compreso il cambiamento  della concezione dello sci  alpinismo, in ascesa nelle sue declinazioni  free ride e ski touring di medio  livello e sempre più diffuso come  alternativa invernale alla palestra e  allo sci di fondo, perché è praticabile  in totale libertà senza bisogno di  strutture dedicate o di skipass. “È un  modo nuovo di vivere la montagna –  sottolinea Luca Mich, responsabile  marketing de La Sportiva – lontano  da piste e impianti sciistici.” I praticanti  aumentano, sia nello ski touring,  sia nel circuito race, ed il movimento  si sta strutturando come conferma  la nascita nel 2008 della Federazione  Internazionale ISMF. È in  questo contesto che La Sportiva è  entrata nel 2009 lanciando lo scarpone  in carbonio Stratos, realizzato  con materiali avanguardistici come fibre  di carbonio e titanio, applicando  al contempo il capitale di conoscenze  dell’azienda che da oltre ottant’anni  è un riferimento nel mercato degli scarponi e che è pronta a  sfornare nuovi prodotti. “Per la stagione  invernale 2012/2013 – rivela  infatti Mich – abbiamo in serbo diverse  novità che gli addetti ai lavori potranno  vedere con i propri occhi durante  la fiera Ispo di Monaco. Il nostro  obiettivo è quello di fornire allo  sci alpinista tutto ciò di cui ha bisogno  per praticare questo sport ad alto  livello. Ecco allora che a Stratos  faranno seguito altri scarponi da ski  touring realizzati in Pebax e Grilamid,  dedicati a sci alpinisti esperti ma anche  di medio livello. Oltre a questo  nella linea ski-mountaineering La  Sportiva troverà spazio una linea  completa di sci predisposti per l’aggancio  delle pelli da risalita e di una  serie di accorgimenti e costruzioni  sviluppate appositamente per lo sci  alpinista di oggi.” Che, come lo sport  che pratica, si sta trasformando, diventando  più sensibile alla moda. Ecco  perché, in futuro, lo sci alpinismo  potrebbe avere un’evoluzione simile  a quella avvenuta nel free ride, passando  da semplice sport a vero e  proprio stile di vita. “Le aziende –  spiega Mich – dovranno essere in  grado di cogliere l’attimo e di proporre  non solo prodotti dedicati strettamente  alla pratica ma anche ad una  sfera più lifestyle, più tempo libero  skitouring oriented.” Per questa categoria  e per quella race è stata realizzata  la collezione invernale tecnica  de La Sportiva. “Ad Ispo presenteremo  infatti una collezione divisa in  Fast Forward, capi super tecnici e  leggeri dedicati al mondo verticale, e  una collezione Performance, capi che  fanno di termicità e protezione dagli  agenti atmosferici i loro punti di forza.  La grossa novità sarà quindi la linea  apparel, ma anche nell’attrezzo  saranno aggiunti ben tre nuovi modelli  di sci e presentate le versioni  definitive degli scarponi in grilamid  Sideral, Spitfire e Starlet.” Che saranno  poi proposti ai consumatori in occasione  delle competizioni, ma anche  sul web, il negozio del futuro, dove  amanti dello sci alpinismo e sportivi  si ritrovano alla ricerca di notizie, curiosità  e soprattutto di contatto diretto  con l’azienda. Un approccio più  trendy e cool per un nuovo modo di  concepire la montagna.

Da FirmaTopSport di gennaio 2012 - © Top Sport - SportBizReport
Proteggersi è trendy (Gregorio Togni - Waves Ski)
Sicurezza ed estetica con prodotti di qualità e alla moda
Il casco giusto per lo sport giusto. A produrlo è Waves Ski, azienda specializzata nella produzione di caschi, maschere e protezioni e presente anche nel mercato dello sci alpinismo. “Per noi si tratta di una nicchia – conferma il titolare Gregorio Togni – in cui proponiamo un casco sci molto leggero, anche se nello sci alpinismo la tendenza più diffusa è quella di utilizzare il casco da roccia.” Un fenomeno di costume, perfettamente in linea con la nuova concezione di uno sport in cui la leggerezza è un must. “Il casco da roccia pesa 80 grammi di meno ed ha un’omologazione diversa, più blanda, che non tiene conto degli impatti laterali, ma gli sci alpinisti guardano innanzi tutto alla leggerezza. Anche per questo alle maschere preferiscono l’occhiale.” Rispondendo al desiderio di portare meno peso in salita, ma, a volte, a scapito della sicurezza. “È un concetto che si sta sviluppando, sebbene molti ritengano di essere immuni da incidenti, mentre i pericoli ci sono. Sono un ingegnere e progetto caschi di tutti i generi tranne quelli per le moto e, secondo la mia esperienza, sono convinto che dovrebbero rendere obbligatorio il casco da sci nello sci alpinismo. È una protezione importante che non dà fastidio ed è utilissima, oltre che alla moda.” Il riferimento è alle orecchiette laterali per la circolazione dell’aria che possono essere rimosse, alleggerendo il prodotto dai 30 ai 40 grammi, assecondando le esigenze dei consumatori. “In Italia il mercato dello sci alpinismo è buono – spiega Togni –, in crescita e sta diventando trendy. Facendo un paragone sta allo sci come la mountain bike sta al ciclismo. Il target è in espansione e, dalla fascia principale, che comprende clienti attorno ai quarant’anni, si sta ampliando anche ai sessantenni e alle donne, che rappresentano un segmento da valutare e su cui investire.” 
 Tour al chiaro di luna (Luca Dragoni – Dynafit)
Una straordinaria iniziativa per richiamare sempre più amanti della montagna
Sinergia ed energia sono due parole all’ordine del giorno per i marchi che vogliono lavorare per promuovere lo sci alpinismo. Tra questi spicca Dynafit che, analizzato il mercato, ha deciso di proporre un’iniziativa affascinante. “Lo sci alpinismo – racconta infatti Luca Dragoni, direttore marketing Dynafit Italia – è ancora un mercato di nicchia che vive all’interno di una community, quindi è necessario intercettare i luoghi e i metodi di comunicazione dei praticanti e dimostrare loro la propria credibilità. Ecco perché Dynafit è presente in molte competizioni di grido (importante la sponsorizzazione di Patrouille del Glaciers) ma è anche promotore di iniziative come la Nachtspektakel – Tour the Moon, manifestazione giunta ormai alla terza edizione e realizzata in collaborazione con negozianti e rifugi. Si tratta di una gita di sci alpinismo notturno, che permette di raggiungere un rifugio in altezza dopo la chiusura degli impianti. È un’esperienza affascinante che vuole offrire la possibilità a chiunque di mettersi gli sci per un’escursione serale con amici, su un percorso non troppo impegnativo, e di allenarsi anche dopo il lavoro, oppure di testare nuovo materiale Dynafit. Vogliamo creare così un evento particolare, sviluppando delle sinergie con i rifugi più conosciuti tra gli appassionati dello sci alpinismo.” Che si sviluppa anche grazie ad altre collaborazioni. “È significativa l’attenzione che molti ristoratori di alta montagna riservano alla categoria, con iniziative speciali, come l’apertura serale e infrasettimanale di alcuni rifugi in quota. Gli avventori sono esclusivamente sci alpinisti che, conclusa la giornata di lavoro, invece di giocare a tennis o andare in palestra, scelgono di fare mille metri di dislivello fino ad un rifugio, dove consumare una cena con nuovi e vecchi amici.” Il prossimo passo è allora allargare il concetto di sci alpinismo anche a discipline che per stagionalità sono assolutamente complementari. “Mi riferisco allo skyrunning – afferma Dragoni – al trail e alla mountain bike che rappresentano discipline in grado di accogliere gli stessi praticanti dello scialpinismo (nello stesso luogo, la montagna) ma in un momento diverso.”
Servizio di qualità (Luca Salini - Crazy Idea)
Buoni consigli per far bene nel mercato dello sci alpinismo
Essere vicini al cliente aiutandolo nella scelta dell’acquisto, ma anche offrendogli un’assistenza professionale e competente. È il consiglio di Luca Salini, cotitolare di Crazy Idea, azienda nata nel 1989 e fondata dalla moglie Valeria Colturi, ex campionessa italiana junior di fondo. “Per lo sci alpinismo – racconta Salini – produciamo tutto. La nostra azienda ha inventato la tuta da gara di sci alpinismo e nel 2008 siamo stati i primi a fare la tuta da gara con la compressione muscolare. Con l’esperienza che abbiamo maturato posso dire che oggi il cliente cerca sempre di più materiali performanti e di alto livello ed un abbigliamento tecnico. Mi riferisco ad un target disposto a spendere per ricevere dalle aziende qualità e credibilità.” È molto richiesta la produzione made in Italy con tessuti italiani, ed è ricercato l’abbigliamento utilizzato dai top atleti. “Si cercano anche aziende – spiega Salini – in grado di realizzare prodotti con materiali di alta qualità personalizzati, come abbiamo fatto noi per primi.” Il servizio ai clienti è la mossa giusta per fare bene. “I punti vendita più ricercati sono quelli in cui ci sono commessi e titolari che sanno dare consigli ed offrire credibilità. Lo sci alpinismo è uno sport in crescita che attrae tanti neofiti che vogliono trovare competenza.”
Consumatori da formare (Eddy Codega - Camp)
L’importanza della sicurezza nello sci alpinismo
Il pericolo, quando c’è, si combatte con l’educazione. Un rimedio non repressivo, ma formativo, molto utile sulla neve. “Lo sci alpinismo – afferma infatti il presidente di Camp, Eddy Codega – è un’attività che si svolge in un contesto potenzialmente pericoloso, ma non credo sia corretto definirlo come sport estremo e pericoloso. L’evoluzione dell’attrezzatura ha permesso notevoli miglioramenti in termini di sicurezza così come la qualità delle informazioni relative alle previsioni meteo ed allo stato della neve. Se a questo aggiungiamo come la prudenza sia sempre un’ottima consigliera, possiamo dire che lo sci alpinismo è un’attività che può tranquillamente svolgersi in contesti sicuri, poi è chiaro che l’imprudenza o al contrario la troppa sicurezza nei propri mezzi possono portare a vivere situazioni potenzialmente spiacevoli.” Alla base della prevenzione c’è la formazione. “L’educazione e la buona informazione sono due cose in cui si può sempre migliorare. Le singole sezioni del CAI o le guide alpine spesso offrono corsi dove si impara a conoscere le tecniche e i materiali, a ‘leggere’ la neve e a valutarne le condizioni. Tutto ciò rappresenta una buona base che dovrebbe essere il punto di partenza per coloro che si avvicinano allo sci alpinismo. A questi compiti non si sottraggono certamente i fabbricanti che sono sempre più fornitori di un servizio allargato proprio in termini di educazione e buona informazione. Noi siamo stati per esempio protagonisti di un’importante iniziativa lo scorso inverno sulla sensibilizzazione dell’utilizzo del casco anche al di fuori delle competizioni in cui è obbligatorio.”



 

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