Home Archivio Focus On Nike accetta di pagare i lavoratori licenziati in Honduras

Nike accetta di pagare i lavoratori licenziati in Honduras

JustPayItSeria svolta nel campo dei diritti dei lavoratori. Nike ha accettato di pagare oltre 2 milioni di dollari agli ex dipendenti di due subappaltatori che hanno cessato l’attività in Honduras. Il gigante dello sportswear ha ceduto dopo un anno di pressioni subite da attivisti e manifestanti delle università americane.
Nike ha anche accettato di provvedere all’aggiornamento professionale dei lavoratori e di pagare loro l’assicurazione medica.
È la prima volta che un’azienda leader dello sportswear ha ammesso la piena responsabilità finanziaria per i debiti contratti dai subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti e ed è un segnale di storica vittoria per i lavoratori del settore abbigliamento e per i difensori dei loro diritti.
Nel gennaio 2009, 1.800 persone persero il lavoro a seguito della chiusura di Vision Tex e Hugger de Honduras, due subappaltatori di Nike. I dipendenti furono lasciati a casa con 2 milioni di dollari di liquidazione legalmente dovuti ma non pagati e Nike si rifiutò di intervenire.
A seguito delle rimostranze dei lavoratori, attivisti di oltre 100 università statunitensi cominciarono a fare pressioni su Nike, lanciando una campagna con il motto “Just pay it” e avanzando petizioni affinché le loro università risolvessero i contratti di sponsorizzazione e fornitura siglati con Nike. L’Università del Wisconsin fu la prima a cessare ogni rapporto con il gigante dello sportswear e la Cornell University di New York minacciò di fare altrettanto se la vicenda non fosse stata risolta.
Sotto la minaccia di ulteriori azioni, Nike ha recentemente accettato di soddisfare tutte le pretese dei lavoratori onduregni.
Questo successo segue, in ordine di tempo, la vittoria degli studenti nord americani nei confronti di Fruit of the Loom e della sua sussidiaria Russel Athletic. Più di cento università boicottarono la società dopo che questa chiuse la sua fabbrica Jerzees de Honduras solo perché i lavoratori stavano cercando di organizzare un sindacato. L’unità produttiva fu riaperta lo scorso novembre e suoi 1.200 dipendenti riammessi al lavoro.
Sulla questione Jack Mahoney, organizzatore nazionale della United Students Against Sweatshops (studenti uniti contro le fabbriche che sfruttano i lavoratori), ha detto: “Dopo che abbiamo convinto più di 100 università a boicottare Russel Athletic, Nike ha capito che la pressione su di loro non sarebbe mai calata.”
 

Login e Registrazione

Alcune informazioni pubblicate su SportBizReport sono riservate agli utenti registrati. Solo iscrivendoti potrai accedere a tutte le sezioni e ricevere periodicamente una newsletter contenente le notizie più significative.

iscriviti
È gratuito.

Se sei già registrato effettua il login qui.

L’iscrizione è totalmente gratuita.

Focus on...

SPECIALE - EverGREEN
I rivoluzionari cambiamenti del business legato al golf, che si apre ai giovani, senza rinnegare le sue origini e i suoi...
Leggi tutto...
SPECIALE - Sport business in tempo di crisi
Per molti è una domanda, per alcuni una certezza, per tutti una speranza. Quale futuro per il sistema sportivo italiano...
Leggi tutto...
SPECIALE - C’è chi dice sci
I cambiamenti del mercato dello sci alpino nelle testimonianze di alcune tra aziende leader del settore, ma anche dei ca...
Leggi tutto...
SPECIALE SCI ALPINISMO La fatica va di moda
Evoluzione e cambiamenti di uno sport e di un mercato sempre più cool e trendy-Sport estremo sì, ma assolutamente gla...
Leggi tutto...
Archivio Focus On

Ricerca



Ricerca Avanzata