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| La crisi al tappeto |
| Investiamo di più sui bambini (Enos Casarini - Oriente Sport) |
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Quello delle arti marziali e degli sport da combattimento è un mercato che continua a crescere nonostante la generale congiuntura economica e commercialeContatto. In palestra, sul tatami o sul ring. O sul mercato. L’aumento degli amanti delle arti marziali e degli sport da combattimento va a braccetto con la crescita dei fatturati. E la crisi? La si guarda, la si studia, la si tocca. Contatto. Una mossa ed è al tappeto. Perché quando la moda chiama, il consumatore risponde. Anche se parlare di trend per questo settore può sembrare riduttivo. Piuttosto è utile analizzare un target che si amplia grazie all’interesse dei media, alla visibilità di tanti campioni made in Italy, alle declinazioni delle arti marziali, riprese, shakerate e riproposte sotto forme avvenenti ed intriganti, come l’aerobox e la fitbox. Contatto. E il pubblico femminile si fa avanti, con la sua capacità di spesa, le sue esigenze che aspettano solo di essere soddisfatte dalle aziende e dai negozi sportivi. Questione di feeling. Se si sta insieme, sul mercato o dietro un bancone, il perché va riscoperto oggi, con un servizio preciso e puntuale, mentre l’attenzione ai particolari diventa la chiave di volta per sostenere l’arco che ripara i clienti di domani. Le speranze si chiamano ragazzi, ma soprattutto bambini. Ci provano, ci riescono, sono contenti. Guardano le arti marziali, sono curiosi. Contatto. C’è voglia di crescere insieme. Le aziende leader del settore come Elefantino lo sanno. Ed investono di conseguenza. “Il mercato delle arti marziali e degli sport da combattimento – afferma infatti il titolare Pietro Elefante – è sempre in crescita. Come azienda siamo nati nel 1966, prima c’era mio padre Aldo e portavamo avanti l’attività in palestra insieme a quella commerciale. Abbiamo una lunga esperienza nel settore, che ci rende unici in Italia.” Dove il mercato delle arti marziali si è evoluto negli ultimi anni, innanzi tutto grazie ad un riconoscimento di queste discipline come veri e propri sport che oggi, in maniera più o meno marcata, fanno da traino nel settore. Prendiamo ad esempio il karate ed il taekwondo che hanno ormai raggiunto il judo tra gli sport olimpionici. Questo ha permesso loro di entrare nelle case dei consumatori italiani attraverso la televisione e i vari media, di essere conosciuti ed apprezzati da un numero sempre maggiore di potenziali clienti. E allora non parliamo più di una nicchia, ma di un business reale che può permettersi di guardare al presente e al futuro con ottimismo. D’altra parte ci sono input più o meno diretti che ci indicano quanto il mercato delle arti marziali e degli sport da combattimento sia ormai un business vicino alla gente. A partire dai bambini. “Eventi cinematografici come la serie di Kung Fu Panda – spiega infatti Elefante – aiuta i genitori a capire che questi sport non sono violenti, ma sono uno strumento utile e benefico sotto diversi aspetti per i ragazzini.” Che sul tatami e in palestra possono sfogarsi liberamente, scaricando le loro tensioni in modo sano, conoscendo se stessi e gli altri ed imparando regole e modi di affrontare non solo l’allenamento e la gara, ma anche la vita. Un lifestyle in salsa orientale che si comincia ad assaporare da bambini, quando i valori si imparano giocando. Logico che il mercato non sia indifferente di fronte a quello che, già di per sé, sembra un prodotto vincente. L’immagine è pulita, il target recettivo e sensibile alle novità, il margine di crescita e di guadagno apprezzabile. Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti.
L’importante è muoversi toccando i tasti giusti, valorizzando quello che c’è ed intuendo le strade che si profilano all’orizzonte. Una di queste porta alla fusione tra il mondo orientale delle arti marziali e quello salutista del popolo dell’aerobica e del fitness, una finestra di mercato da cui il panorama dei profitti appare assai attraente. “Oggi c’è il boom della kick boxing fusa con l’aerobica ed il fitness – spiega infatti Elefante – che porta all’aerobox e alla fitbox, due fenomeni di tendenza che stanno avendo sempre più successo.” Attraendo un pubblico vasto, che va dai ragazzini agli adulti, con una spiccata presenza femminile.
Sarà per l’assenza di contatto fisico, per la funzione di scarico delle tensioni portando i colpi ai sacchi e per la possibilità di allenarsi con un sottofondo musicale, ma l’aerobox e la fitbox rappresentano oggi il nuovo che avanza, l’evoluzione delle arti marziali che si sono sdoganate ulteriormente, raggiungendo un pubblico di consumatori che le apprezza anche per la loro versatilità ed applicabilità a discipline sportive diverse. “È un business esagerato – sottolinea infatti Elefante – che dà impulso al commercio.” A partire dai prodotti richiesti dai clienti, che non cercano più solo guanti, guantini e guantoni, ma una linea di abbigliamento adatta all’attività, agli adulti, ai bambini e alle donne, forse il soggetto commerciale più interessante di questa rivoluzione delle arti marziali e degli sport da combattimento. “Come la donna si è inserita bene nel mondo del lavoro – afferma infatti Elefante – così è approdata in tutti quegli sport che prima erano riservati agli uomini.” Anche quando il contatto diventa pieno. “Nella box e nella kick boxing le donne sono dominanti e le palestre sono piene di ragazze che praticano questa disciplina.” Buon per le aziende come Elefantino che, con professionalità, esperienza e qualità, realizza tutto ciò che serve per l’attività, dagli attrezzi, all’abbigliamento, fino agli accessori che per le donne sono inevitabilmente diversi. “Il corpo femminile è diverso da quello maschile, per cui come azienda lavoriamo sulle misure, come ad esempio quelle dei guantoni che si devono adeguare a mani più piccole, e sull’estetica, a cui questa fascia di clienti è sensibile.”
Ecco allora che risulta chiaro quale possa essere uno dei motivi del successo del mercato delle arti marziali. Un target che abbraccia i praticanti dai 6 ai 30 anni, spaziando dalla kick boxing, all’aerobox e alla fitbox e un’opporunità di business che merita di essere valorizzata.
Rispolverando il fascino antico e sempre nuovo del pugilato che, rispetto a qualche anno fa, sta riscoprendo estimatori sul ring e in negozio. “È uno sport e un settore che ha ritrovato nuova linfa, anche grazie alla nostra Nazionale di pugilato che sta riscuotendo enormi successi.” Innescando un meccanismo positivo che parte dall’avere maggiore visibilità ed arriva all’avere presa su un pubblico che interessa anche ad aziende leader nel settore della moda come Dolce&Gabbana. “Hanno una loro scuderia che partecipa alla Lega Champions League, un torneo europeo che funziona come nell’omonima competizione calcistica, con la differenza che qui combattono cinque pugili contro cinque.” Per un evento che ha conosciuto la popolarità attraverso Sky, emittente attenta all’evoluzione commerciale del pugilato e ai suoi possibili sviluppi, come conferma il reality show sulla Nazionale di pugilato andato in onda l’inverno scorso. È la faccia più fashion di una medaglia che, sull’altro lato, presenta campioni del calibro di Valentino, Picardi e Clemente d’Urso, che, insieme al supermassimo Cammarelle, tengono alti i colori dell’Italia nel mondo, dando un’immagine positiva di un movimento che sta cambiando. “Sono le facce buone di uno sport che, nell’immaginario collettivo, non è più praticato dal ragazzo cattivo che viene dai bassifondi, ma da quello che si allena e lavora e che con fatica e sudore si costruisce come campione. Sono immagini buone che aiutano le persone ad avvicinarsi a questo sport.” Anche se oggi, fatturati alla mano, il mercato del pugilato è in ritardo rispetto a quello delle arti marziali. “Solo per una questione di numeri – precisa Elefante – perché, per mille persone che fanno box, ce ne sono migliaia che praticano discipline meno faticose.” E allora bisogna promuovere prima di tutto il movimento, magari organizzando manifestazioni giovanili, proprio come fa Elefantino. “Sono gare in cui il bambino soprattutto si diverte perché, a cinque anni, è importante che lo sport sia innanzi tutto un gioco. Pubblicizzare questi tornei, che per avere presa sui più piccoli assumono nomi di personaggi della Disney come Topolino o Pinocchio, è un modo importante per dare spinta al mercato. Più gente si iscrive nelle palestre, più gente partecipa ai tornei e più merce si vende.” E questo è proprio l’obiettivo di Elefantino quando sponsorizza atleti come il pluricampione italiano ed europeo di karate, Salvatore Serino, ed il pugile Elio Cotena Junior, nipote d’arte di Elio Cotena, ex campione europeo dei pesi welter, o federazioni come la World Pangration Athlima Federation, la Federazione Mondiale del Pancrazio, la FIKB e la WAKO, la World Association Kick Box Organization, l’organizzazione internazionale di kick boxing che abbraccia tutte le discipline, full contact, semi contact, light contact e disco form, un combattimento che si pratica senza l’avversario. “È un’esibizione – spiega Elefante – ma per chi la fa è come se fosse un combattimento, perché il colpo viene portato comunque. La persona che pratica il katà, infatti, si immagina l’avversario.” Molto più reale quello di chi si cimenta nell’MMA, la Mixed Marshall Art, uno sport che negli Stati Uniti sta spopolando. Un combattimento full contact che, per raggiungere maggiori livelli di spettacolarizzazione, viene fatto all’interno di gabbie ottagonali che hanno dato il nome al più famoso torneo del settore, l’Ottagon, che ha fatto tappa anche in Italia. Dove il mercato, nonostante la crisi, sta andando benissimo. “La gente non rinuncia a fare sport – afferma Elefante – perché ormai è entrato nella vita di tutti quanti.” Meno che in altri Paesi Europei, come l’Olanda, la Germania e la Danimarca, dove, anche per la concorrenza meno agguerrita del calcio, il mercato delle arti marziali e degli sport da combattimento ha più successo. “In Svizzera – spiega Elefante – i prodotti economici di media o bassa qualità non vengono comprati, ma si trattano sempre prodotti top, mentre nel mercato africano ed in quello della ex Jugoslavia, dell’Ungheria e dei Paesi emergenti, vengono chiesti prezzi più bassi.” Ad ogni latitudine la raccomandazione è sempre la stessa. “Il segreto del commercio è la specializzazione. Quello della arti marziali e degli sport da combattimento è un mercato molto giovane in Italia, un settore che si sta evolvendo e che si evolverà. L’importante è specializzarsi.” Con mosse precise. Per mandare la crisi al tappeto.
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