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Tag:marketing
A un mese dal via del primo programma, previsto per il prossimo 12 aprile, tutto è pronto per il varo della Sport Business Academy, la scuola di alta specializzazione per manager e professionisti impegnati nel mondo dello sport promossa da RCS Sport e SDA Bocconi School of Management. L’iniziativa, nata dall’esigenza sempre più diffusa di dare una risposta concreta alla richiesta di professionalità e competenza che arriva da tutti gli ambiti del mondo sportivo, prevede due programmi con relativi piani di studio differenziati, il primo dei quali “Sport Manager – Programma di sviluppo delle competenze manageriali” prenderà appunto il via il prossimo 12 e 13 aprile, per concludersi il 6 e 7 settembre. Obiettivo di questo primo programma (cui ha dichiarato la propria adesione, tra gli altri partecipanti, anche l’ex-campione del Milan Billy Costacurta) è quello di far comprendere le caratteristiche e le tendenze evolutive del mondo dello sport, con le inevitabili implicazioni sul piano manageriale e sulla gestione delle relazioni professionali.
Particolarmente significativo e innovativo, rispetto ad altre esperienze formative, il Personal Action Plan, ovvero la possibilità per ciascun partecipante di definire con il proprio tutor SDA Bocconi un piano individuale di sviluppo delle competenze manageriali, piano che guiderà successivamente tutte le attività formative nonché lo sviluppo del field project.

Gli accademici e i personaggi in cattedra
Tra i personaggi del mondo accademico e dello sport che a diverso titolo daranno il loro contributo al programma ricordiamo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport On. Rocco Crimi; il presidente delle Federcalcio Giancarlo Abete; il vicepresidente del Coni e presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli; la Country Manager di NBA Italia Katia Bassi; l’allenatore del Real Madrid basket Ettore Messina; il campione olimpico Antonio Rossi; il centrocampista del Milan Clarence Seedorf; il vicedirettore de La Gazzetta dello Sport Gianni Valenti; il responsabile diritti media e relazioni esterne di RCS Sport Matteo Pastore; il Prof. Giacomo De Laurentis, direttore dell’Executive Education Open Programs Division SDA Bocconi; Winand Krawinkel, direttore marketing Adidas Italy; Michele Uva, responsabile del progetto per la candidatura italiana agli Europei di calcio 2016; Ernesto Rigoni, per anni delegato tecnico della Federazione Internazionale Sci, grande esperto di promozione turistica legata agli eventi sportivi, oltre naturalmente a docenti quali il professor Marco Elefanti (coordinatore del programma) e il Prof. Dino Ruta, direttori scientifici del Master in management, law and humanities of sport sponsorizzato da CIES e FIFA; il professor Paolo Guenzi, da oltre un decennio responsabile del modulo di marketing dello stesso Master.

 
RUTH OBERRAUCH RESPONSABILE MARKETING SALEWA
All’inizio di marzo Ruth Oberrauch, figlia di Heiner, fondatore del gruppo Oberalp è stata nominata
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Business International, società di informazione, formazione e consulenza, leader in Italia nell’ideazione e realizzazione di eventi istituzionali e di management organizza a Roma, giovedì 11 marzo, il convegno titolato “Lancio di nuovi prodotti e brand attraverso Viral e Buzz Marketing: ultimi trend e strategie di marketing non convenzionale”, I temi in discussione sono: a) acquisire le nuove strategie di marketing non convenzionale: Viral e Buzz, per promuovere nuovi prodotti o nuovi brand a costi estremamente ridotti; b) creare messaggi impattanti con effetto virale per far parlare in maniera attiva e positiva i consumatori sul brand e i prodotti in vendita; c) integrare tecniche di Virale e Buzz all’interno del marketing mix. d) aumentare l’efficacia delle campagne pubblicitarie attraverso sistemi di misurazione innovativi. Saranno date risposte a quesiti del genere: “Cosa rende il marketing virale, e in generale il marketing legato al passaparola, affascinante per le aziende? Quali sono le idee vincenti in grado di creare un passaparola positivo per il lancio di un nuovo prodotto o servizio? E’ esso in grado di agire sulle performance aziendali? Come tale processo può essere gestito e monitorato dalle aziende? L’incontro, articolato in 3 sessioni tematiche, sarà un’occasione per:
  • Scoprire le ultime strategie di marketing non convenzionale: viral e buzz per lanciare nuovi prodotti e brand a costi notevolmente ridotti.
  • Acquisire le tecniche più efficaci per la creazione di messaggi virali in grado di coinvolgere nell’immediato il proprio target di riferimento
  • Conoscere i più utilizzati indici che monitorano l'andamento di un processo aziendale per aumentare i tassi di redemption delle proprie campagne.
info@businessinternational.it
 
CORNER PUMA NEI NEGOZI DELLA CATENA INTERSPORT
Puma Italy ha scelto Adverteam, l’agenzia milanese specializzata in comunicazione around the line, per realizzare parte del
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Columbia__logoColumbia Sportswear Company, l’azienda americana leader nel settore dell’abbigliamento, calzature e accessori per l’outdoor, ha nominato Vilma Vitali quale nuova Marketing Manager dei brand Columbia & Sorel per il mercato Italiano.
Vilma ha conseguito il diploma di laurea in Scienze della Comunicazione presso lo IULM di Milano, collaborando successivamente con un importatore di articoli sportivi. Qui ha avuto modo di trattare commercialmente alcuni dei marchi più noti, tra cui The North Face e Mammut. Successivamente ha ricoperto i ruoli di responsabile Customer Service area mediterranea per The North Face Italia e buyer per Cisalfa Sport.
Ha poi fondato una società di consulenza per le piccole/medie imprese che intendevano razionalizzare la funzione vendite. In questa fase ha collaborato con realtà quali Mountain Hardwear e Millet per l’outdoor, Lilly per l’abbigliamento intimo, Scorpion Bay e Rip Curl per il surf.
Il richiamo dello sport e del mondo outdoor la fa poi rientrare in azienda: diventa brand manager per il mercato mondiale di Wild Roses, abbigliamento per le attività all’aperto pensato e sviluppato per la donna.
Oggi è in Columbia, azienda che apprezza anche per la filosofia aziendale, riassumibile nel claim “Outdoor alla portata di tutti” e nell’offerta di prodotti ad alto contenuto tecnologico a prezzi accessibili.

 
Prima che iniziassero le Olimpiadi di Vancouver, la U.S. Alpine Ski Team (Federsci degli Stati Uniti) aveva ufficialmente dichiarato che gli atleti dello sci alpino avrebbero gareggiato indossando tute Spyder di fatturazione top-secret, supercollaudate sul campo e nella galleria del vento per verificare l’effettiva validità del prodotto ai fini del risultato agonistico. Missione compiuta. A Olimpiade conclusasi oggi, Spyder porta a casa, di riflesso: tre medaglie d’oro, grazie a Bode Miller primo in discesa e in combinata e a Lindsay Vonn, egualmente prima in combinata; una medaglia d’argento in discesa (Julia Mancuso); quattro medaglie di bronzo, rispettivamente vinte da Bode Miller (discesa), Julia Mancuso (combinata), Andrei Welbrechr e Lindsay Vonn (SuperG). Per Spyder l’avere contribuito alla conquista di questi otto podi olimpici, costituisce un ulteriore motivo di giustificato orgoglio. L’abbigliamento sportivo Spyder è distribuito in Italia da Gitexpoint di Caerano San Marco, in provincia di Treviso.

Gitexpoint S.r.l.
Via Montello 67
31031 - Caerano S.Marco (TV)
Tel ++039 0423 6595
Fax ++039 0423 650005
 
I risultati sportivi di Mourinho allenatore, a prescindere da come andrà a finire l'esperienza di quest'anno in Champions League, non sono in discussione. Le sue vittorie nei massimi campionati nazionali e nelle principali competizioni continentali, oltre che i premi conseguiti come miglior allenatore ne hanno fatto uno dei personaggi più in vista dell'attualità del mondo del calcio. Quello che, però, stupisce dell'allenatore portoghese è il suo saper essere un fenomeno mediatico a prescindere dal fattore sportivo, uno stratega del marketing oltre lo sport. Il "fenomeno Mourinho" è assai complesso, in effetti, costruito secondo una sapiente strategia di marketing che alterna dichiarazioni polemiche e gesti plateali ad aforismi e concilianti conferenze stampa. La strategia attuata è, per molti versi, assimilabile a quella messa in atto da alcuni leader politici e mira ad annullare i naturali picchi negativi di comunicazione, connaturati al mondo del calcio, che una volta giocava solo di domenica, così come alla politica, che vota una volta ogni 4 o 5 anni. Il momento sportivo è, come si sa, propizio: un campionato sempre più congestionato, con le coppe che praticamente si susseguono senza soluzione di continuità, unito al crescente interesse dei media - sempre più numerosi e, quindi, sempre più bisognosi di alimentare il fuoco delle polemiche e, di conseguenza, delle vendite - offrono al personaggio in grado di pianificare bene il registro delle proprie uscite potenzialità praticamente sconfinate.
Alle spalle del personaggio c'è, ovviamente, un lavoro sapiente di ufficio stampa e di ricerca. Le dichiarazioni del portoghese non sono mai lasciate al caso, seguono andamenti ciclici che spesso contrastano con il momento sportivo che sta vivendo la società. Questo consente, nella pratica, di differenziare i contenuti delle notizie sullo stesso tema, generando la necessità di maggiori spazi. Un esempio: mentre la società è prima in classifica con ampio distacco e vive, quindi, un momento di relativa serenità sportiva, il "personaggio" favorisce la creazione di una polemica con un giocatore. Viceversa, in un momento di tensione sportiva per la squadra, il "personaggio" attira l'attenzione su di se, assumendo un registro lessicale ed un connotato "eroico". L'applicazione di questa strategia sortisce, a livello di comunicazione, due effetti fondamentali ed opposti: incrementa in maniera significativa l'esposizione mediatica del personaggio e, di conseguenza, la sua riconoscibilità; polarizza il percepito tra società ed allenatore. Che cosa ne deriva? Più il personaggio è esposto meno difficoltà avrà in futuro a trovare nuove opportunità lavorative, specie in un mondo del lavoro come quello del calcio che è soggetto ad un velocissimo tasso di "obsolescenza", d'altra parte, naturalmente, in questo modo il suo valore come testimonial aumenta in maniera esponenziale. Ne deriva, così, che Mourinho è tra i personaggi - non solo sportivi - più riconosciuti dagli italiani. D'altro canto, la strategia di marketing impostata da Mourinho e sviluppata assieme al team di esperti che lo affiancano, lo rende un contenuto di comunicazione completamente autonomo dalla società in cui lavora. Solitamente, cioè, gli allenatori che rimangono legati alle società top per qualche stagione, risentono dal punto di vista comunicazionale del cosiddetto "bacino di percezione" delle società che allenano, finendo per diventare sinonimi di una serie di valori identificativi della società stessa. Per Mourinho, invece, si registra il percorso inverso: sono i tifosi della società e, conseguentemente, la società stessa, ad aver subìto uno scarto di percezione verso il "bacino di percezione" del personaggio. Miracoli della comunicazione o, più semplicemente, effetti di una sapiente strategia di marketing per la promozione dell'immagine utilizzata nel mondo dello sport.
di Roberto Ghiretti e Fabio Pioli
Fonte: ilSole24ore

 
Il Master Sport Business Management, organizzato dal Servizio Clienti Formazione del quotidiano Ii Sole/24 Ore, del cui coordinamento si occupa la dottoressa Chiara Michelizzi (Tel. 02 30223663 – email ext.chiara.michelizzi@ilsole24ore.com), in programma a Milano i prossimi 12/13 marzo e 26/27 giugno, si pone l'obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti, tecniche e nuovi modelli di marketing e comunicazione applicati allo specifico mercato dello sport e di sviluppare e acquisire la conoscenza degli aspetti giuridici, legali e finanziari collegati. Luogo e data di svolgimento: 12/13 marzo e Il percorso prende il via con un modulo propedeutico in fondamenti di management per poi focalizzarsi sulle componenti e regole del settore sportivo:struttura, legislazione e regolamenti. Il master prosegue con moduli tecnici tra loro fortemente integrati: a) Marketing e mercato sportivo, b) La comunicazione nello sport e attraverso lo sport: sponsorizzazioni, merchandising, c) L'organizzazione e la gestione degli impianti sportivi, d) La legge sul lavoro e lo sport, e) Management degli eventi sportivi, f) marketing territoriale Il Master si completa con un laboratorio manageriale volto a sviluppare le competenze per gestire un team di lavoro. Sono candidati potenziali al corso professionisti interessati a migliorare la propria preparazione professionale, dirigenti e operatori (pubblici e privati) del settore sportivo e tutti coloro che aspirano ad intraprendere o proseguire una carriera nel settore sportivi, atleti.
 
Il social marketing inizia a conquistare i prime brand dello sport e della moda. Sono molti i marchi che hanno già aperto una propria fan page su Facebook, una delle più frequentate piattaforme di social networking.Una società californiana, ha stilato la classifica dei 10 marchi più gettonati dai frequentatori dei social network, ovvero i brand che hanno saputo conquistare il cuore degli iscritti a Facebook.
Adidas Originals è primo in classifica, avendo superato i 2.400.000 fans, segnale inequivocabile del grande apprezzamento che il brand ha oggi raggiunto tra i più giovani, target principale di Facebook. L’interesse è manifestato per i link postati, gli album fotografici condivisi e gli aggiornamenti di status (la presentazione del nuovo modello di giacca sportiva registra più di mille ‘mi piace’). Al secondo posto troviamo Nike, ad oggi con quasi 2 milioni di fans. La presentazione di un nuovo modello di scarpe registra addirittura quasi 6 mila ‘mi piace’. Sul podio, in terza posizione, si colloca Puma con oltre 1.400.000 fans. Quarto Lacoste, seguito con successo, sebbene siano sotto il milione di fans, da marchi più modaioli: Burberry è quinto con oltre 850.000 fans. Scendendo ancora troviamo Ray-Ban, Chanel, Gucci, Ralph Lauren. Manca all’appello la casa di moda Louis Vuitton che non figura nella classifica perché registrata con il nome The Art of Travel. Il successo delle strategie di comunicazione adottate da questi brand è la naturale conseguenza del progressivo spostamento degli investimenti pubblicitari sul web da parte di molte aziende. Gli investimenti sui social network, che iniziano ad essere associati anche a media e carta stampata nelle pianificazioni di comunicazione di molte aziende, sono luoghi virtuali in cui i brand hanno l’opportunità di raggiungere in breve tempo migliaia, e a volte milioni, di contatti potenzialmente interessati. Notizie come sfilate di moda, lancio di nuovi prodotti sul mercato, fornite in anteprima agli amici di Facebook e concorsi di bellezza stanno dando risultati molto interessanti in termini di velocità di contatto, misurabilità degli stessi, coinvolgimento emotivo del target ed economicità. Una ricetta che in tempi di crisi sembra essere molto apprezzata dalle aziende.
Il social marketing inizia a conquistare i prime brand dello sport e della moda. Sono molti i marchi che hanno già aperto una propria fan page su Facebook, una delle più frequentate piattaforme di social networking.Una società californiana, ha stilato la classifica dei 10 marchi più gettonati dai frequentatori dei social network, ovvero i brand che hanno saputo conquistare il cuore degli iscritti a Facebook.Adidas Original è primo in classifica, avendo superato i 2.400.000 fans, segnale inequivocabile del grande apprezzamento che il brand ha oggi raggiunto tra i più giovani, target principale di Facebook. L’interesse è manifestato per i link postati, gli album fotografici condivisi e gli aggiornamenti di status (la presentazione del nuovo modello di giacca sportiva registra più di mille ‘mi piace’). Al secondo posto troviamo Nike, ad oggi con quasi 2 milioni di fans. La presentazione di un nuovo modello di scarpe registra addirittura quasi 6 mila ‘mi piace’. Sul podio, in terza posizione, si colloca Puma con oltre 1.400.000 fans. Quarto Lacoste, seguito con successo, sebbene siano sotto il milione di fans, da marchi più modaioli: Burberry è quinto con oltre 850.000 fans. Scendendo ancora troviamo Ray-Ban, Chanel, Gucci, Ralph Lauren. Manca all’appello la casa di moda Louis Vuitton che non figura nella classifica perché registrata con il nome The Art of Travel. Il successo delle strategie di comunicazione adottate da questi brand è la naturale conseguenza del progressivo spostamento degli investimenti pubblicitari sul web da parte di molte aziende. Gli investimenti sui social network, che iniziano ad essere associati anche a media e carta stampata nelle pianificazioni di comunicazione di molte aziende, sono luoghi virtuali in cui i brand hanno l’opportunità di raggiungere in breve tempo migliaia, e a volte milioni, di contatti potenzialmente interessati. Notizie come sfilate di moda, lancio di nuovi prodotti sul mercato, fornite in anteprima agli amici di Facebook e concorsi di bellezza stanno dando risultati molto interessanti in termini di velocità di contatto, misurabilità degli stessi, coinvolgimento emotivo del target ed economicità. Una ricetta che in tempi di crisi sembra essere molto apprezzata dalle aziende.http://www.facebook.com/adidasoriginalshttp://www.facebook.com/pages/Nike-Shoes/26175333968?ref=search&sid=819663111.107644984..1http://www.facebook.com/Puma?v=app_10531514314#!/Puma?v=wall
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PUMA ELIMINA UN TERZO DEI SUOI MONOMARCA
Il quotidiano Le Figaro di sabato 16 gennaio scrive; “ Secondo nostre informazioni, Puma, azienda numero tre mondiale nel settore
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