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ecommerce-globo22A causa della crisi economica, continua la contrazione dei consumi nei negozi tradizionali ma migliori notizie arrivano da Internet. Nel 2012, secondo un’anticipazione dei dati emersi dal rapporto annuale dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm, lo shopping online arriverà infatti a quasi 11 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto al 2011.
È il settore dell’abbigliamento a riservare le performance migliori (+33%), grazie anche a operatori quali Yoox, o dei club online come Privalia e Buyvip che hanno aperto allla moda e allo sportswear la strada del web.
Altro dato emerso dalla ricerca è che, nel 2012 in Italia, i ricavi dalla vendita di prodotti sono cresciuti più di quelli di servizi. Questi ultimi infatti si attesteranno a fine anno a 6,079 miliardi (+14%), mentre i prodotti faranno segnare un +29% a 3,542 miliardi.
La presentazione dei risultati della Ricerca si svolgerà giovedì 25 Ottobre 2012, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, presso l'Aula Carlo De Carli del Politecnico di Milano, Campus Bovisa, Via Durando 10, Milano e sarà seguita da una Tavola Rotonda a cui parteciperanno alcuni dei principali operatori dell’eCommerce B2c italiano. La partecipazione è libera, previa registrazione sul sito.


 
KurtRrentandGoNell’ambito dei servizi proposti dalle stazioni invernali il noleggio assume un ruolo sempre più fondamentale. Un’offerta di qualità riguarda oggi non solo i negozianti di articoli sportivi, ma anche altri “attori” del comparto neve quali scuole sci, albergatori e gestori funiviari.
Nel 1993 Erwin Stricker, campione di sci diventato manager creativo del comparto sportivo invernale, lanciava una sfida inizialmente accolta con scetticismo: quella di trasformare il noleggio da “ultima spiaggia” a servizio qualificato e vantaggioso per il cliente.
“In fin dei conti – sosteneva Stricker -, una buona fetta di sciatori utilizza la propria attrezzatura un numero di volte estremamente limitato rispetto all’investimento, dovendo inoltre provvedere a trasporto e magazzinaggio nei lunghi periodi di inutilizzo”.
Oggi, a meno di vent’anni dall’inizio di questa “ragionevole” rivoluzione – che però doveva superare le gratificazioni di possesso e la relativa valenza di “status symbol” – , a livello mondiale il mercato degli sci da noleggio arriva ad assorbire circa il 50% della produzione totale degli attrezzi.
Il dato illumina non solo sull’importanza che oggi riveste questo servizio, ma anche sulla valenza di un appuntamento fieristico professionale quale Prowinter, unica fiera europea b2b dedicata al noleggio e ai servizi per gli sport invernali.
Nel tempo, con l’evoluzione del rapporto tra domanda e offerta, il noleggio di sci e scarponi (ma ci sono anche slitte, racchette da neve, etc.) ha rivelato una serie di altri vantaggi, sempre più evidenti: consente infatti agli operatori turistici di formulare pacchetti “all inclusive” soddisfacendo quella clientela che, nel caso di provenienze da ampio raggio, utilizza mezzi di trasporto che limitano la possibilità di portare bagagli al seguito.
Il che contribuisce sia a dare valore aggiunto all’offerta, sia a contenere i prezzi.
Nel caso di una clientela evoluta e fidelizzata, il noleggio consente inoltre di calzare gli attrezzi più trendy; i produttori hanno capito che questa formula contribuisce a promuovere efficacemente i loro prodotti, specie quelli top di gamma.
Analizzando alcuni dati che affiorano dal mercato italiano -che conta circa mille noleggi- emerge che circa il 30% degli sciatori “in pista” calza sci presi a noleggio, il 25% dei modelli in assortimento sono da bambino mentre il 65% riguarda sci classici per adulti coprendo tutte le gamme tecniche, incluse le “limited edition”. Il 10% è delle tavole da snowboard.
Kurt Ladstätter, che ha raccolto l’eredità di Stricker nella società di rental (nella foto), ci offre un ulteriore spaccato del fenomeno: “Oggi in Europa il nostro gruppo conta quasi 600 punti di noleggio; in Italia, vantiamo un’ottantina di esercizi distribuiti strategicamente nelle più qualificate stazioni, rappresentando “solo” l’8% di questa specifica realtà, e registrando ogni anno 360 mila clienti, per i quali mettiamo a disposizione un parco-sci di 30mila paia. Il noleggio più grande del nostro gruppo arriva a gestire 2.500 paia, quello più piccolo 200; la media è quindi di 400 paia per singolo noleggio”.
Appuntamento a Prowinter dal 18 al 20 aprile 2012 (Fiera Bolzano) per incontrare tutti gli attori di domanda e offerta che ruotano attorno al comparto del noleggio –ben l’80% degli espositori offre infatti prodotti o servizi destinati al settore- dall’abbigliamento alle attrezzature, dalle macchine per la lavorazione agli arredamenti per ski service.

 
e-commerce653258Nei cinque più importanti mercati europei (Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna), da settembre 2010 e a settembre 2011, le vendite on line di calzature e di abbigliamento sportivo hanno rappresentato la cifra di 2,6 miliardi di euro. È quanto scaturisce da una ricerca di NPD Group nella quale si sottolinea che se si aggiungessero le attrezzature per lo sport, la cifra raggiungerebbe i 4 miliardi di euro.
Nel periodo indicato, le vendite on line di calzature e di abbigliamento sportivo nelle cinque maggiori nazioni europee hanno rappresentato il 42% della crescita del mercato globale dello sport.
Tra i principali attori di queste vendite su Internet, cinque dei migliori venditori sono dei tradizionali soggetti del mondo sportivo che vendono storicamente tramite i loro negozi fisici.
Da notare che circa i due terzi del footwear e dell'abbigliamento venduti on line sono destinati alla pratica sportiva. Il prezzo medio di un acquisto in linea è di 29 euro, contro i 25 euro in negozio. Lo studio fa anche notare che le vendite di prodotti dal costo superiore a 100 euro sul Web sono più numerose che nei negozi.

 
b_2107_PataPuò essere concepito come un regalo di Natale. Fatto all'ambiente. Questa, almeno, sembrerebbe l'intenzione di Patagonia, che ha scelto gli ultimi giorni dell'anno per lanciare la sua iniziativa ecologica. Una sorta di patto con i propri clienti, che si può riassumere nel “mantra”: riduci, ripara, riusa, ricicla.
in sostanza l’azienda, che da sempre ha un approccio “verde” al mercato, invita a non comprare ciò di cui non si ha bisogno. Una regola di buon senso, verrebbe da dire, ma che in questa campagna diventa un invito, pubblicato da Patagonia  per la prima volta sul New York Times il 25 novembre, periodo nel quale i consumi statunitensi raggiungono un picco e, a seguire, sui maggiori quotidiani internazionali. Il secondo suggerimento è quello di non buttare un capo solo perché si è usurato o strappato, ma di ripararlo, restituendolo a Patagonia che, dopo averlo rimesso a nuovo, lo rispedirà al mittente entro quattro settimane.
Il terzo punto invita a scambiare e riutilizzare gli indumenti usati. A questo scopo, in collaborazione con eBay, Patagonia ha organizzato uno spazio all'interno del sito di aste online dove offrire i propri prodotti. Per il momento l'iniziativa è riservata al mercato americano, ma si sta già pensando a qualcosa del genere in Europa. E se proprio il capo di vestiario è arrivato alla fine della sua vita, arriva la quarta R: riciclare. Ma solo quando non sono più possibili altre opzioni e con un impatto ambientale minimo, che contraddistingue i prodotti ecocompatibili.
In definitiva, una campagna inedita e coraggiosa che ricorda che questo è l'unico mondo che possiamo abitare e che va trattato di conseguenza.



 
northsails-logo2È prevista per la seconda metà del 2012 la virata strategica di North Sails nel campo della comunicazione. Il brand americano, prodotto e distribuito in licenza dal Gruppo Tomasoni Topsail, racconterà se stesso in modo nuovo, prevalentemente attraverso il web.
Dopo aver lavorato efficacemente per due anni sul nuovo posizionamento di marca, constatato che il modo di fare comunicazione è decisamente cambiato e che tutto ormai ruota attorno alla rete, North Sails ha lanciato alla fine del 2010 il suo nuovo sito internet. I costanti aggiornamenti porteranno progressivamente a completarne i contenuti, sempre più incentrati sugli aspetti valoriali del marchio piuttosto che sul prodotto. Fra questi ci sarà senz’altro la prossima edizione 2013 dell’America’s Cup, dove North Sails sarà official clothing supplier di Emirates Team New Zealand. Il radicale cambiamento partirà quindi dal web per approdare sui mezzi di comunicazione tradizionali perché l’azienda ritiene che ormai le attività online non siano più un’appendice ma il punto di partenza per tutte le attività di comunicazione.
Forte di un fatturato che nel 2010 si è aggirato attorno ai 70 milioni di euro, il Gruppo Tomasoni Topsail ha avuto inizio nel 1983 con la licenza italiana di Henry Lloyd, ancora oggi in portafoglio. Oggi è North Sails a pesare sul fatturato (circa l’89%) e ad assorbire molte delle risorse aziendali.
Oltre alla comunicazione il Gruppo Tomasoni Topstail punta sull’espansione diretta del retail, in particolare in Spagna e sulla Germania, dove a breve saranno aperti altri monomarca. North Sails oggi è presente in Italia con 16 negozi di proprietò e 30 in franchising, con un ritmo di aperture di 12-13 negozi l’anno.
Nel 2012 Tomasoni riporterà North Sails al salone Bread&Butter di Berlino, palcoscenico dei marchi più lifestyle dello sportswear. Una tappa obbligata coerente con il nuovo percorso di comunicazione.



 
Duvetica_milanoDuvetica apre un negozio a Milano. Lo store, quarto monomarca dopo quelli di Tokyo, di Kitzbhuel e di Courmayeur, sarà inaugurato il 27 ottobre, in via Santo Spirito, 22. Il brand, che fa capo a Duvetica Industrie S.p.A, ha commissionato la realizzazione della boutique all’architetto giapponese Tadao Ando che ha caratterizzato lo spazio di 440 metri quadri su due piani con stile minimalistico e tecnologia d’avanguardia.
“Il marchio Duvetica simboleggia la fusione tra la sensibilità contemporanea e il tradizionale clima culturale europeo, in cui i manifatturieri si distinguono per la qualità assoluta", ha spiegato Tadao Ando, "così per lo spazio di Milano ho ricercato un design basato su materiali concreti e dettagli estremamente lineari e semplici”.
All’interno dell'open space sono stati collocati due schermi ultrapiatti a sistema di rilevazione Rfid. Il cliente, una volta scelto un modello tra quelli esposti, può accostarlo agli schermi Lcd dotati di touch screen per esplorare la gamma dei prodotti disponibili. Grazie ad un'applicazione multimediale sono fornite informazioni relative a colori, taglie, quantità disponibili e modelli simili, proposti in alternativa al pezzo scelto.


 
amazon_1254La società statunitense di commercio elettronico Amazon annuncia l’apertura di una sezione del suo famoso web-store dedicata agli articoli sportivi e al tempo libero.
All’utenza è data la possibilità di scegliere tra oltre 12 mila articoli sportivi di oltre 400 marche, per le più disparate discipline sportive. La già ampia merceologia proposta sarà ulteriormente estesa nei prossimi mesi per andare sempre più incontro alle esigenze dei consumatori italiani: l’attuale disponibilità include, tra altri, marchi internazionalmente noti come Quiksilver, Patagonia, Arena, Nike, Billabong, Head, Salewa e Rollerblade, ma Amazon intende ampliare l’offerta, per migliorare – dice - giorno dopo giorno la scelta dei prodotti. Il metodo di ricerca consente di trovare velocemente i prodotti più interessanti nella vasta gamma di articoli disponibili per donna, uomo, bambino: dalle tende da campeggio ai sacchi a pelo, dalle pinne per nuotare ai pattini in linea, ai palloni da calcio, pallacanestro, pallavolo, ecc.: sono 34 i campi di ricerca attivi. “Amazon.it ambisce a diventare il negozio con la più vasta selezione di articoli sportivi pensabile – ha dichiarato Martin Angioni, country manager di Amazon Italia – per soddisfare al meglio i desideri della clientela, grazie agli oltre 12mila prodotti catalogati. Scegliendo di fare shopping nel web-negozio di sport e tempo libero www.amazon.it, l’utenza potrà costatare la vastità della proposta, la realtà della convenienza e delle consegne rapide”. A proposito di consegne, effettuando acquisti di valore eccedente i 19,00 euro è anche prevista la spedizione gratuita a domicilio (In Italia, Repubblica di San Marino, Città del Vaticano e Svizzera) nel termine massimo di tre/cinque giorni; a richiesta addirittura il giorno dopo l’ordine, ma il questo caso contro pagamento di 8.00 euro.

 
Youtube_DTFOYBL’iniziativa mediatica “Design The Future of Your Brand with You Tube” ha preso il via lunedì 19 settembre con il lancio di un Brand Channel e di una campagna pubblicitaria a mezzo stampa e online. Con questa iniziativa Google illustra attraverso un video dinamico e interattivo le innumerevoli potenzialità offerte dal canale YouTube per pianificare le campagne pubblicitarie, animando l’informazione con esempi concreti sulle differenti possibilità di scelta del formato. A tale proposito viene messo a disposizione un ampio ventaglio di soluzioni, applicabili ai diversi obiettivi di marketing programmati. Inoltre, grazie ai Brand Channel personalizzabili, l’adesione al progetto consente di creare uno spazio virtuale su misura, per instaurare con la propria utenza un dialogo diretto, costante e duraturo. Come immaginano il futuro del proprio brand le aziende italiane? Al fine di chiarirlo, a partire dalle prossime settimane Google intervisterà Ceo e direttori marketing.
Più divertente, più diffuso, più accattivante, o magari semplicemente più amato, qualunque sia il futuro che le aziende sognano per il loro marchio, YouTube può contribuire in modo rilevante a renderlo possibile. Con oltre tre miliardi di visualizzazioni ogni giorno nel mondo, più di 500 milioni di utenti unici, di cui 17 milioni al mese in Italia (fonte: Audiweb, maggio 2011), e oltre 48 ore di video caricati ogni minuto, YouTube è ormai una risorsa fondamentale per diffondere e condividere contenuti; presenta enormi potenzialità per le aziende che desiderano lanciare, riposizionare o rafforzare un marchio. “Design The Future of Your Brand with YouTube” proseguirà con la realizzazione di cento opere d’arte ispirate alle risposte ricevute, eseguite da giovani talenti delle migliori scuole di design di New York tra cui: School of Visual Arts, Parsons The New School for Design, The New York University Tisch School of the Arts, The Cooper Union, New York Film Accademy. Le opere - tutte caratterizzate da una componente-video - saranno presentate a Milano in una cornice esclusiva e saranno quindi “esposte” in una galleria virtuale su youtube.com/thefutureofyourbrand . “YouTube ha progressivamente cambiato le regole della comunicazione tra impresa e consumatori, rendendo l’interazione ancora più innovativa e coinvolgente”, dichiara Alessandro Antiga, direttore marketing di Google Italy. “Per massimizzare la visibilità e l’efficacia di un brand – continua - è necessario raggiungere la propria audience attraverso canali molteplici e YouTube è uno strumento ormai irrinunciabile nel media mix delle aziende”.

 
adidas-micoach-x360_rjggu.T640L'allargamento del target di videogiocatori è un fenomeno ormai sotto gli occhi di tutti, e il ricco mercato dei casual game fa gola un po' a chiunque: e così, tra schiere di titoli in cui si balla, ci si allena e si fa davvero di tutto per tentare di dimagrire, anche un colosso dell'abbigliamento sportivo come Adidas ha deciso di scendere in campo, provando a portare a un livello superiore i software legati al fitness. Per il 2012 è, infatti, previsto il debutto di miCoach, applicazione dedicata a Kinect e Move espressamente pensata per interfacciarsi con il Pacer miCoach - sostanzialmente la versione targata Adidas del sensore NikePlus - già disponibile nei negozi al prezzo di un centinaio di euro circa. L'idea è del resto semplice ma non per questo scontata. Lanciare un videogame pensato per assistere i milioni di sportivi che già utilizzano i programmi miCoach per allenarsi e per migliorare le loro performance atletiche, in modo da offrire un supporto e un incentivo “ludico” per continuare a bruciare calorie anche nella comodità del proprio salotto.
MiCoach non vuole insomma presentarsi come il canonico videogame basato su attività cardio, sulla scia di Wii Fit, quanto piuttosto come un complemento a un programma di allenamento strutturato secondo le esigenze individuali di diversi tipi di sportivi. Secondo quanto orgogliosamente specificato dai senior producer del gioco, Adidas non è infatti coinvolta nel progetto solamente in maniera nominale, per pure ragioni di marketing: tutta l'expertise del prestigioso marchio tedesco è convogliata nell'operazione miCoach, e decine di atleti (da Andrea Petkovic a Dwight Howard, passando per Tyson Gay e Kakà) sono attualmente attori, in prima persona, nello sviluppo del prodotto.
Ci si troverà così ad effettuare esercizi specifici guidati direttamente dai campioni (rappresentati da video reali e non da avatar poligonali o vaghe silhouette), con la possibilità di comparare i movimenti con quelli degli autentici professionisti. E non è tutto: tra una sessione di training e un minigioco defaticante (costantemente monitorati dal miCoach Pacer, che andrà a connettersi con Xbox 360 o PlayStation 3 per indicare il battito cardiaco e sincronizzare l’attività di chi pratica esercizio fisico online, David Beckham, José Mourinho e altre superstar sveleranno tecniche e daranno consigli per migliorare le effettive prestazioni trasferite sul campo di gioco. Difficile valutare allo stato attuale delle cose la bontà del progetto a 360°: la versione di miCoach mostrata in anteprima a Colonia, nel corso di una conferenza stampa, era poco più che embrionale (si è parlato di “pre-pre-Alpha”...), e al di là del surreale entusiasmo degli sviluppatori (che pur di dimostrarsi agili atleti e non flaccidi nerd si sono addirittura messi a fare le flessioni durante la presentazione!) rimangono non poche perplessità. Secondo quanto espressamente dichiarato dai producer, MiCoach si pone come un software effettivamente capace di migliorare le prestazioni in sport come il basket, il football americano, il calcio, il tennis e la corsa. Ma rimane un mistero (o forse un imbarazzante equivoco) come un'applicazione per Kinect possa rendere gli “interlocutori” più abili nel dribblare un difensore avversario o nel calciare una punizione senza il feedback del possesso reale del pallone. Nonostante qualche dubbio, che pure sorge, Adidas crede però fortemente nel progetto e lo manifesta dichiarando che l’intenzione commerciale è addirittura quella di mettere il gioco in vendita nei negozi di articoli sportivi, probabilmente in bundle con attrezzi e accessori vari.

 
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