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La crisi dell’Euro blocca la crescita della fiducia durata peraltro solo un mese. Si tratta per ora di un trend relativamente contenuto, probabilmente grazie al maxi piano di salvataggio approvato a maggio dalla UE e dalle manovre programmate dai singoli Paesi per salvare la situazione dell’area Euro. Lo rivela l'Osservatorio mensile Findomestic di maggio che sottolinea come il dato della fiducia di maggio 2010 è simile a quello del 2009.
Soltanto quanti sono in possesso di una laurea, che abitano al Sud o nelle Isole registrano un aumento di questa variabile che scende altrove: in particolare in maniera consistente nel Nord Est e fra quanti sono in possesso dell’istruzione obbligatoria. Sarà significativo esaminare l’andamento di questa voce il mese prossimo, una volta approvato il pacchetto di misure governative proposte per gestire il debito pubblico  e risanare i conti.
La previsione sulla situazione italiana nel suo complesso, nel corso dei prossimi dodici mesi, è stabile: infatti il dato oscilla intorno allo zero ormai da un semestre. La previsione di aumento del risparmio inverte la tendenza negativa di marzo e aprile e sale di un punto percentuale, assestandosi tuttavia sul secondo valore più basso dall’inizio delle rilevazioni.

Previsioni di acquisto a tre mesi in estrema sintesi
Elettrodomestici: bene i piccoli, stazionari i bruni, mentre i bianchi sono in calo una volta esaurito l’effetto degli incentivi statali.
Elettronica di consumo: dopo mesi di calo segna un “più”?.
Autoveicoli e motoveicoli: le auto sia nuove che usate registrano un andamento negativo, mentre gli scooter non fruiscono ancora dell’andamento stagionale positivo.
Arredamento e casa: stabili o in calo.

Tempo libero:
il settore cresce con ritardo rispetto agli anni precedenti.?Le percentuali di coloro che probabilmente o sicuramente prevedono l’acquisto di vacanze (+11%), attrezzature per il fai da te (+7%) e abbigliamento sportivo (+5%) sono in crescita rispetto al mese precedente, pur con valori decisamente inferiori rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. In particolare nel mese di maggio in passato i viaggi e le vacanze erano previsti da più della metà degli italiani, mentre oggi soltanto il 40% degli intervistati ipotizza di effettuarli nei prossimi tre mesi.

Fonte: Findomestic via Affaritaliani.it
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demoskopea_ebitCome in ogni settore dell’economia, anche in quello dello sport c’è chi vive un rapporto conflittuale con il web e chi, al contrario, ne apprezza i valori e sa sfruttarne le caratteristiche.
Impopolare presso alcuni retailer che, sempre più spesso, vedono entrare in negozio potenziali clienti alla ricerca di prodotti ben recensiti su internet ma non presenti nel loro assortimento, però apprezzato dagli imprenditori che con la rete hanno saputo incrementare awareness e vendite dei propri prodotti, il web è comunque una realtà che non può più essere ignorata.
In un’era digitale in cui i consumatori sono sempre più spesso anche esperti navigatori, si registra un significativo incremento degli strumenti informatici utilizzati dalle aziende e in particolare delle attività di CRM (Customer relationship management, in italiano Gestione delle Relazioni con i Clienti) e di Web Marketing.
Una chiara fotografia del fenomeno ci viene offerta dai risultati del Secondo Osservatorio Italiano sull’e-Business, recentemente realizzato da eBit Innovation e Demoskopea, che ha verificato l’utilizzo di strumenti di e-Business e di info-Commerce da parte delle imprese italiane e la relativa percezione dei consumatori.
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Secondo uno studio pubblicato dalla Camera di Commercio di Ankara (Ato) , la Turchia è divenuto, dopo la Cina, il secondo mercato di produzione e smercio di articoli contraffatti e imitati. Il giro di affari della contraffazione/imitazione, è stato valutato in oltre 3 miliardi di dollari, con una perdita di circa 60.000 posti di lavoro nelle industrie c.d. regolari del paese e mancati introiti fiscali annuali per le finanze turche di circa 3,3 miliardi di euro. Sempre secondo lo studio, il 58% della popolazione locale - oltre ai milioni di turisti - acquista prodotti non originali consapevolmente o non. Dall’abbigliamento griffato sportivo a quello della consuetudine, dalle scarpe sportive agli occhiali, ai cosmetici, ai profumi, ai prodotti elettronici, agli oggetti di oreficeria, eccetera. In Turchia tutto è sottoposto a contraffazione e imitazione oppure diviene mercato di transito per prodotti illeciti di altra provenienza (per esempio dalla Cina e altri paesi asiatici). Lo studio dell'Ato, stimola il governo centrale, ma anche le municipalità (soprattutto nelle grandi aree metropolitane di Istanbul, Ankara, Izmir, ecc.) a rivolgere una maggiore attenzione al fenomeno rispetto al passato e soprattutto a raccordarsi con l'Unione Europea e altri stati (a cominciare da USA e Giappone) per combattere questo fenomeno negativo sotto tutti i punti di vista- per lo sviluppo socio-economico futuro del paese. Fonte Ice.
 
È il Manchester United il club sportivo più ricco del mondo, non solo tra quelli del calcio ma in assoluto: la società della famiglia Glazer ha sviluppato nel 2009 un giro d'affari pari a 1,3 miliardi di euro. Questo rivela la classifica dei dieci 'Paperoni' tra i team dello sport planetario ed è stata stilata dal magazine americano Forbes, tenendo conto del capitale finanziario dei giocatori, del valore delle infrastrutture, dei contratti pubblicitari e delle sponsorizzazioni. La top ten è terreno quasi esclusivo del calcio e del football americano. Tutti gli altri, a parte una posizione per il baseball, non vi fanno capolino. E il secondo posto non vede il calcio ma proprio il football americano con i Cowboys di Dallas, la squadra fondata nel 1960 e soprannominata America's Team, con una ricchezza patrimoniale che le ha potuto consentire di dotarsi di un nuovo stadio da un miliardo di dollari in cui è montato il più grande maxi-schermo al mondo. Al terzo posto ancora il football americano con i rivali storici dei Cowboys di Dallas, ossia i Redskins di Washington, il cui fatturato si aggira a 1,1 miliardi di euro. Per la quarta posizione bisogna riferirsi sempre agli Usa, anche se cambiando sport: si tratta del baseball e non hanno certo bisogno di presentazioni gli Yankees di New York il cui business è di un miliardo di euro annuo. Alle spalle degli 'Yanks', un palmares di 27 titoli di serie mondiale e 39 campionati di Lega americana. Dal quinto posto si passa a un giro d'affari ugualmente da capogiro, ma al di sotto del miliardo di euro. E quinti sono i New England Patriots, ex “patrioti di Boston”, con 940 milioni d'euro nel 2009 e dal '70 presenti nel football americano. Si torna in Europa al numero sei, precisamente al calcio con il Real Madrid: i merenguè di Florentino Perez vantano un business di 930 milioni di euro, sorpassando ampiamente il club britannico degli Arsenal, settimo con 830 milioni. Poco sotto, all'ottava posizione, i New York Giants, con 820 milioni e tre superbowl all'attivo, di cui l'ultima vinta nel 2008. Si resta nel football americano con il nono posto, che appartiene ai New York Jets (810 milioni di euro), e il decimo, che è degli Houston Texas i quali movimentano 790 milioni pur essendo una squadra giovane, costituita nel 2002. Fonte: Agi
 
A esprimere i giudizi più positivi sono gli italiani con istruzione dell’obbligo. Gli intervistati caratterizzati da un livello di istruzione più elevato mostrano invece un livello di fiducia inferiore. Dal punto di vista geografico è il Centro Italia a mostrare da quattro mesi una crescita costante della fiducia. Continuano a calare le previsioni legate all’aumento del risparmio: la percentuale era del 32,2% ad agosto; tale dato è sceso drammaticamente al 14,5% a dicembre. Nello stesso periodo degli anni precedenti la previsione non era mai stata a un livello basso come quello di quest’anno (14,5% registrato a dicembre 2009 contro il 28,9% di dicembre 2008 e il 23,0% di dicembre 2007). I dati sulle previsioni di acquisto a tre mesi indicano, tuttavia, una performance positiva di tutte le categorie collegate al tempo libero. L’aumento più significativo in questo ambito riguarda i viaggi e le vacanze: dal 30,2% di novembre al 35,4% di dicembre. Bene anche abbigliamento e attrezzature sportive, con una crescita del 4,4%.
 
SALDI INVERNALI: ACCADE IN FRANCIA
NPD Group: la nota azienda statunitense che si occupa di pubblicare mensilmente classifiche riferite al mercato, riferendosi a quanto
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La corsa all’acquisto a prezzi di saldo è iniziata oggi in Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia e Veneto; nelle altre regioni è questione di giorni. I prodotti che i consumatori sono interessati ad acquistare nel corso dei saldi del gennaio 2010 – sostiene Confcommercio - sono risultati nell'ordine i capi d'abbigliamento (97,1%), le calzature (76,5%), la biancheria intima (39,4%), gli articoli sportivi (38,1%), gli accessori come i guanti, le cinte, le scarpe, i cappelli, ecc. (34,3%), la biancheria per la casa (24,8%), la pelletteria e gli articoli di valigeria, come ad esempio le valigie, le borse, i beauty case, ecc. (29,3%). Il 69,3% dei consumatori approfitterà dei saldi invernali 2010; il 58,9% dà molta importanza al periodo dei saldi e, soprattutto le donne sono propense ad attenderli per acquistare un articolo al quale ''stavano pensando da tempo''. Il 59,4% si sente molto tutelato ''come consumatorè' facendo un acquisto in saldo: la percentuale è cresciuta in 2 anni del 20,7%. Il 67,4% dichiara di avere atteso i saldi per acquistare ''qualsiasi tipo di prodotto'', mentre scende la quota di chi attende gli sconti solo per acquistare prodotti griffati o comunque di marca, dal 49% al 32,6%. L'abbigliamento fa, come sempre, la parte del leone registrando il 97,1% di preferenze. Seguono le calzature con il 76,5%, la biancheria intima 39,4%, gli accessori come i guanti, le cinte, le scarpe, i cappelli, ecc. con il 34,3%. Il 68,4% degli intervistati spenderà tra i 100 e i 300 euro per un capo con lo sconto, in particolare le donne, i giovani tra i 18 e i 24 anni e coloro che hanno più di 64 anni; gli uomini invece spenderanno di più, fino a 400 euro, soprattutto quelli del Nord Est e del Centro Italia. La qualità dei prodotti venduti a saldo è buona per il 91,6% e l'82,4% è soddisfatto della varietà di merce proposta dai negozi, e se per l'83,5% dei consumatori la qualità viene prima di tutto, c'è un 16,5% che invece attribuisce importanza maggiore al prezzo. Questi i dati più significativi del sondaggio “Confcommercio-Format sui saldi invernali 2010” e del confronto con i risultati dell'analoga indagine effettuata in occasione dei saldi invernali 2008. 1) Propensione ad approfittare dei saldi del gennaio 2010. Il 69,3% dei consumatori approfitterà dei saldi del gennaio 2010. La percentuale di consumatori che aveva dichiarato che avrebbe approfittato dei saldi previsti nel mese di gennaio 2008 era pari al 66,9%. L'intenzione di utilizzare i saldi del mese di gennaio è quindi aumentata del +2,4%. In prevalenza sono: a) donne, b) gli uomini con un'età compresa tra i 18 ed i 54 anni (in controtendenza coloro che hanno un'età superiore ai 55 anni); c) coloro che risiedono nelle regioni del Centro Italia e del Meridione e che hanno un titolo di studio medio/alto e alto. È stato rilevato un significativo minore interesse da parte di coloro che risiedono nelle regioni del Nord Ovest. 2) L'importanza dei saldi per i consumatori. Il 58,9% dei consumatori ritiene ''molto o abbastanza” importante il periodo dei saldi, ed è generalmente propenso ad attendere i saldi per acquistare un articolo al quale stava pensando da tempo. Il 41,1% ritiene al contrario ''poco o per nulla” importante il periodo dei saldi. La propensione ad attendere i saldi per acquistare un articolo al quale si stava pensando da tempo è più accentuata tra le donne che non tra gli uomini, di età compresa tra i 18 ed i 54 anni, assai meno per coloro che hanno più di 55 anni, per i residenti nelle regioni del Centro Italia e del Sud Italia. Attendono i saldi in prevalenza coloro che hanno un titolo di studio medio/alto e alto. 3) I prodotti per i quali si attendono i saldi. Il 67,4% dei consumatori attende i saldi per acquistare ''qualsiasi tipo di prodotto''. Erano il 51,0% nell'indagine sui saldi 2008 (+16,4%). Il 32,6% dei consumatori intervistati ora attende i saldi solo per acquistare prodotti griffati o comunque di marca. Erano il 49,0% due anni or sono. Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto, in prevalenza: a) gli individui di età superiore ai 35 anni, residenti ovunque in Italia, fatta eccezione per le grandi aree metropolitane; b) quanti hanno un titolo di studio basso o medio/basso. Attendono i saldi per acquistare prodotti griffati o comunque di marca, invece: a) gli individui di età compresa tra i 18 ed i 34 anni; b) coloro che risiedono nelle grandi aree metropolitane e che hanno un titolo di studio medio/alto ealto.
 
ISTAT: INDICE PREZZI DICEMBRE 2009
Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività NIC
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Il primo giorno dei saldi, con le file davanti ai negozi soprattutto a Napoli e Roma, ha confermato le previsioni dell'Adoc (Associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori), secondo le quali, per la prima volta dal 2002 (ingresso dell'euro), i saldi invernali avrebbero registrato un incremento medio delle vendite (+ 5 %), con un aumento della spesa che sarà quasi del 10%, per un totale di oltre 150,00 euro a persona, rispetto all’anno scorso. In crescita si confermano le vendite dell'abbigliamento di qualità (+10%), dei capi sportivi (+3%) e delle calzature (+15%). Male andranno, invece, le vendite dei prodotti di bassa qualità (-10%). Questi ultimi pagano la concorrenza di outlet, mercatini e centri commerciali, capaci di offrire tutto l'anno stock a prezzi contenuti. “Dopo il flop delle vendite prenatalizie, i saldi stanno rappresentando un'inversione di tendenza che a nostro avviso – rimarca l’Adoc attraverso una nota che rappresenta il pensiero del presidente, Carlo Pileri - consideriamo interessante".