Mercoledì 11 Maggio 2011
Scritto da Redazione
 In Europa giovani e i giovanissimi costituiranno il più significativo target di consumatori di contenuti sportivi nei prossimi dieci anni. Si tratta per lo più di individui ''appassionati'' che intendono consumare lo sport con una frequenza molto elevata e attraverso diverse piattaforme e canali tra cui spiccano la tv e il web. Lo si evince da un'indagine svolta da Havas Sports & Entertainment su più di 2.000 individui della fascia 12/35 anni, ubicati nei cinque paesi chiave per lo sport nel vecchio continente (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna). Già oggi il 7% del campione - in particolare nella fascia 21/30 anni - si considera superfan, cioè segue quotidianamente lo sport attraverso tutte le cinque piattaforme testate: tv, web, giornali, radio, mobile. Il 72% controlla le news sulla propria squadra o sugli eventi preferiti almeno una volta al giorno e il 58% pensa che il proprio consumo di sport aumenterà nei prossimi dieci anni. Attualmente quasi il 98% degli appassionati di sport guarda contenuti sportivi in tv, di cui il 57% quotidianamente. Il fatto che già oggi oltre il 58% utilizzi una tv in Hd e oltre il 65% ne possiede una o abbia pensato di acquistarla, significa che le nuove piattaforme tv - e tra queste anche il 3D e la tv via internet - contribuiscono a mantenere gli spettatori fedeli al mezzo. L'unico media in grado di competere è il web, che attira circa il 53% di fan sportivi ogni giorno, mentre per carta stampata e radiofonia, oggi rispettivamente al terzo e quarto posto tra le piattaforme preferite, il futuro non sembra così roseo. Infatti, quasi il 70% del campione ha dichiarato di volerne ridurre (o al massimo mantenere) l'utilizzo, nei prossimi dieci anni. Questo si combina con il fatto che il 99% degli appassionati di sport che già usano internet e telefono mobile affermano che accederanno ai contenuti attraverso queste piattaforme più frequentemente nel corso dei prossimi dieci anni. Tra i 5 mercati analizzati, quello italiano vanta la percentuale più elevata di ''fanatici'' (8,8%), ed è il più attivo online con l'80% dei nostri giovani connazionali che accede ai contenuti sportivi via web ogni settimana, frequentando soprattutto i siti ufficiali delle squadre del cuore. Il mezzo principe rimane comunque la tv (89%), seguito dai quotidiani (70%), dalla radiofonia (66%) e dal mobile (40%). L'Italia è anche al comando per la percentuale di fan che visitano i social media del mondo dello sport (sono inclusi profili Facebook, ufficiali e non, e blog), mentre è al terzo posto per l'uso di twitter.Nel complesso, lo sfruttamento delle potenzialità dei social media presenta ancora grandi margini di sviluppo in Europa. Infatti, meno del 26% del campione utilizza facebook o twitter per controllare le news sulla propria squadra o sui propri atleti preferiti. Solo il 15% visita le facebook fan page ufficiali, mentre solo il 14% legge i blog e solo il 9% segue personaggi sportivi e competizioni via twitter. Gli appassionati di sport che sottoscrivono facebook e twitter lo fanno per due ragioni principali, per interagire con gli altri tifosi e per accedere a notizie e informazioni immediate. Per quanto riguarda infine le Olimpiadi di Londra 2012, il 94% degli italiani ha dichiarato che intende seguirle. Alla domanda su quali sono le tecnologie in grado di migliorare la visione di questo evento, il 49% del campione ha scelto la tv in 3D, mentre il 36% ha optato per la tv in Hd. "Lo sport è un veicolo ideale per le aziende che vogliano veicolare il loro messaggio di marca a un pubblico molto ampio, ma profilato - sottolinea Alessandro Mandelli, Ceo di Havas Media - certo, in un mondo dove l'utilizzo dei media è sempre più frammentato, gli investitori per far fruttare i loro investimenti devono inseguire i contenuti in una molteplicità di contesti". Fonte Asca
Martedì 10 Maggio 2011
Scritto da Redazione
NEW BALANCE BEST VALUE BRAND NEGLI USAIl marchio New Balance si è piazzato al primo posto nella categoria "athletic footwear" nello studio " 2011 Harris Pool Equitrend Value Brand of the Year". La società di ricerca statunitense Harris ha chiesto a 25.099 consumatori
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Domenica 08 Maggio 2011
Scritto da Redazione
Secondo l’indagine mensile di Findomestic, società specializzata in prestiti personali e finanziamenti, la fiducia sulla situazione italiana, proiettata a dodici mesi, registra una lieve ripresa. È rilevata in crescita, per il secondo mese consecutivo, anche la propensione a risparmiare e questo viene considerato un sentimento positivo per superare le difficoltà contingenti. Segna, invece, una battuta d’arresto la fiducia nella situazione socio/politica: ad aprile risulta inferiore ai valori registrati nello stesso periodo dei due anni precedenti. In generale, eccezione fatta per quanti possiedono un’istruzione universitaria, si notano cenni di fiducia in calo. Analizzando quanto accade, suddividendo il paese in aree geografiche, si nota che l’Italia Centrale e il Nord Est manifestano cenni più convincenti di speranza nella ripresa. Per quanto riguarda i consumi, Findomestic prevede che a maggio il comparto del tempo libero e degli articoli sportivi (attrezzature e abbigliamento) registrerà volumi d’acquisto in crescita per il secondo mese consecutivo. A differenza di quanto accade in quasi tutti i settori merceologici… stagnanti o in’ulteriore recessione.
Mercoledì 04 Maggio 2011
Scritto da Redazione
 Il Presidente del Coni, Giovanni Petrucci, unitamente al Segretario Generale, Raffaele Pagnozzi, ha presentato il 27 aprile nel Salone d’Onore del Foro Italico, la ricerca “I numeri dello Sport – La pratica sportiva in Italia attraverso i dati Coni e Istat, alla presenza del sottosegretario con delega allo sport, Rocco Crimi e del presidente del comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli. I dati, elaborati annualmente, rappresentano il riscontro oggettivo del lavoro svolto e delle iniziative messe in atto per promuovere l’attività fisica e sportiva nel Paese. Per la prima volta negli ultimi dieci anni, il numero dei sedentari in Italia è sceso sotto al 39%, con un decremento nell'ultimo anno del 2,3% (dal 40,6 al 38,3): un dato che testimonia come nel 2010 c’è stato oltre 1 milione e 200 mila sedentari in meno rispetto al 2009. Parallelamente continua a crescere sia il numero di chi pratica attività sportiva in modo continuativo (22,8%), sia di chi svolge qualche attività fisica (28,2), mentre resta stabile il dato sulla pratica sportiva saltuaria (10,2). Petrucci ha rappresentato la soddisfazione dello sport italiano per la storica inversione di tendenza. “I nostri sono, veri e propri miracoli. A un anno dalle Olimpiadi di Londra, essere riusciti a diminuire del 2,3% il numero dei sedentari in Italia è, per noi, motivo di grande orgoglio e di fatto ci permette di metterci già al collo una medaglia importante. I risultati olimpici affascinano, trascinano ed emozionano, ma combattere l'obesità è un fatto culturale. Grazie alle sinergie tra Coni, Governo e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur), lo sport italiano sta assolvendo ai propri compiti, perché le medaglie sono il fascino più visibile per uno sport, ma la pratica sportiva è il segnale più indicativo della dimensione culturale di una paese. Non abbiamo risentito della crisi grazie anche ai finanziamento garantiti sin dal primo governo Berlusconi e proseguiti fino ad oggi. E voglio sottolineare l'incremento della pratica sportiva, nella scuola, per la fascia di età 6-10 anni. Merito soprattutto del progetto di alfabetizzazione motoria varato con il Miur, con 5 milioni stanziati dal Coni e 2,5 dal Ministero dell'Istruzione. Il rapporto con il Miur è straordinario. Abbiamo raggiunto un risultato eccellente ma vogliamo ottenere sempre di più. Diminusce la sedentarietà e aumentano i tesserati: questi numeri dipendono prima di tutto dal grande campione, quindi dai risultati delle federazioni sportive nazionali, dai grandi tecnici e dai presidenti federali. Il Coni per statuto coordina e perciò riteniamo di essere bravi”. Il segretario generale, Raffaele Pagnozzi, ha illustrato i dettagli della ricerca, sottolineando i dati più eloquenti. “Sono quattro, secondo il panorama delineato dall'Istat, gli atteggiamenti principali degli italiani verso lo sport: il 22,8% pratica con continuità, il 10,2% lo fa saltuariamente, il 28,2% si limita a qualche attività. E i sedentari, come detto, sono scesi fino a 38,3%. Vuol dire che un milione e 200 mila italiani si sono alzati dalla poltrona nel 2010. La popolazione sportiva, in maggioranza maschile (127 donne inattive ogni 100 uomini), aumenta: in totale, i tesserati sono oltre 4.391.000 secondo i dati riferiti al 2009. Le federazioni, in particolare, fanno registrare un incremento del 4,6 dei tesseramenti rispetto al 2008, quando si sono svolte le Olimpiadi di Pechino. I risultati ottenuti dagli azzurri ai Giochi si sono trasformati in un volano prezioso per alcune discipline, come il pugilato. In totale l'aumento dei tesserati nelle federazioni è invece del 4,6%, con un +2,8% alla voce società. Tra gli aspetti più significativi anche la distribuzione degli sport praticati. Il calcio si riconferma il più praticato con 1.125.440 tesserati (il 26,9% del totale atleti); seguono la pallavolo con 327.000 atleti e la pallacanestro con 322.000. Più in generale il 53,6% rappresenta l'incidenza dei tesserati dei primi cinque sport per maggiore diffusione (gli altri due sono il tennis con il 5,8%, la pesca sportiva e le attività subacquee con il 5,5%: dieci anni fa, il 50% del tesseramento veniva invece coperto solo dalle prime quattro federazioni (calcio, caccia, basket, pesca sportiva e attività subacquee). Ampliando la graduatoria si scopre che il 75% del tesseramento del 2009 riguarda ben 13 federazioni nazionali, mentre nel 1999 erano solo 9 a detenere il 3/4 del tesseramento degli atleti”. Il sottosegretario con delega allo sport, Rocco Crimi, ha applaudito i numeri della ricerca. “Lo sport italiano funziona e non pensa soltanto alle Olimpiadi. Si pensa anche allo sport per tutti. Lo studio ha evidenziato un confortante calo della sedentarietà, scesa per la prima volta sotto la soglia del 40%, con grandi benefici per la salute, perché voglio ricordare che, anche se minima, l'attività fisica previene tante patologie, dall'obesità al diabete alle malattie cardiovascolari. Un risultato che è stato possibile perché si è fatta una corretta attività di promozione, si è raggiunto l’accordo Coni-Miur e quindi, in sintesi, si è lavorato in maniera corretta e ritengo che i fondi che il Governo non ha fatto mancare allo sport italiano, perché i tagli non hanno infatti riguardato questo settore, siano stati ben impegnati".
Domenica 24 Aprile 2011
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FEBBRAIO ITALIANO NEGATIVO PER GLI ARTICOLI SPORTIVI Secondo dati diffusi oggi dal nostro Istituto Nazionale di Statistica (Istat), in febbraio le vendite al dettaglio hanno registrato una situazione pressoché invariata
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Lunedì 11 Aprile 2011
Scritto da Redazione
“Il decremento di turisti invernali, registrati da gennaio a marzo di quest’anno in Italia, rispetto allo stesso periodo del 2010, è purtroppo il frutto dell’incertezza economica mondiale nella quale il nostro Paese e dunque i nostri connazionali sono ancora coinvolti”. È questo il commento di Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi, alla lettura dei risultati relativi al consuntivo delle settimane bianche e week end sulla neve. “Un decremento - prosegue Bocca - che ha riguardato l’intero ‘popolo’ degli italiani appassionati di sport invernali, facendo registrare cali sia nelle storiche settimane bianche, sia nei week end trascorsi in qualcuna delle innumerevoli località montane del Bel Paese". “Risultato - aggiunge il Presidente della Federalberghi - che non premia purtroppo una pur attentissima politica dei prezzi che gli albergatori italiani da soli, senza alcun incentivo pubblico, hanno attuato assecondando il grave momento che il mondo intero sta attraversando".
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Giovedì 03 Febbraio 2011
Scritto da Redazione
 Cinque dei sei distretti della provincia di Treviso hanno i conti in rosso. Lo attestano i dati elaborati dal servizio studi del Gruppo Banca Intesa Sanpaolo, riferiti ai primi nove mesi del 2010, messi a confronto con lo stesso periodo del 2008 quando la crisi doveva ancora deflagrare. La perdita di fatturato a livello aggregato è stata di oltre 700 milioni di euro. Ecco nell’ordine che cosa è successo:
- il tessile/abbigliamento è crollato del 36,9%
- il sistema dell’Inox valley ha ceduto il 16,4%
- il mobile ha perso 11,7 punti percentuali
- lo Sportsystem è arretrato dell'8,1%
- le materie plastiche hanno perso il 3,2%
In controtendenza la situazione nel distretto del Prosecco, qui il fatturato è salito dell'11,9%.
Giovedì 03 Febbraio 2011
Scritto da Redazione
DATI DELLA FPS SUL MERCATO FRANCESE NEL 2010 FPS, società francese fornitrice di servizi, cui aderiscono 1.700 aziende che producono, distribuiscono e vendono al dettaglio articoli sportivi, ha diffuso i dati relativi all’andamento del mercato nel corso
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Mercoledì 19 Gennaio 2011
Scritto da Redazione
 Lo scandalo dell’infedeltà coniugale di Tiger Woods, come molti ricorderanno, determinò lo sganciamento di alcuni importanti sponsor, intimoriti dalla potenziale pubblicità negativa. Tra gli incerti in un primo momento c’era anche Nike, ma nel giro di qualche giorno la titubanza fu accantonata: il brand ritenne opportuno continuare la collaborazione con il numero uno mondiale del golf e si trattò di una scelta indovinata. Ad attestarlo è il risultato di un’accurata indagine svolta dalla School of Business della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Pennsylvania). Secondo lo studio riferito alle vendite di palline, l’endorsement dei prodotti Nike da parte di Tiger Woods, che cominciò nel 2000, ha consentito l’acquisizione di 4,5 milioni di nuovi clienti e l’ottenimento di un profitto pari a 60 milioni di dollari in dieci anni. Nei dieci mesi seguenti lo scandalo, Nike ha perso 105.000 clienti che, però, non sono stati acquisiti da nessun altro produttore perché, paradossalmente, la pubblicità negativa ha influito sull’intero settore (si parla di 7,5 milioni di dollari di perdita globali). La ricerca ha evidenziato che il profitto di Nike derivato dalla vendite di palline da golf è stato di 1,6 milioni di dollari superiore a quello che l’azienda avrebbe conseguito rescindendo dal contratto con Woods. Nonostante lo studio abbia preso in considerazione solo le palline, i ricercatori congetturano che un simile risultato positivo sia stato conseguito relativamente a tutta la linea di attrezzature per il golf Nike che Woods ha contribuito a promuovere. Ciò ha reso l’operazione di sponsorship profittevole per l’azienda, nonostante la rispettabile cifra di 180 milioni di dollari erogata al campione in dieci anni.
Martedì 18 Gennaio 2011
Scritto da Redazione
L’ Ufficio federale tedesco di statistica ha calcolato, per quanto riguarda l’importazione degli sci alpini, che nel periodo gennaio/settembre 2010 è stato registrato un incremento pari al 7,8%. I 317.000 paia in entrata, per un controvalore di 25,8 milioni di euro, provenivano da: Cina (168.000 paia, valore 10,0 milioni di euro), Austria (41.000 paia, 6,1 milioni di euro) e Slovenia (39.000 paia, 1,5 milioni di euro). L’Ucraina è stata scalzata dal terzo posto, ora è collocata al quarto con 29.000 paia, 3,9 milioni di euro. All’indirizzo www.destatis.com sono riportati anche i dati riferiti alle esportazioni, secondo i quali nello stesso arco di tempo, la Germania ha esportato 220.000 paia di sci alpini, per un valore quotato 26,9 milioni di euro. Le esportazioni sono scese del 2,0% rispetto all’anno precedente. Tra i paesi acquirenti sci alpini fabbricati in Germania, in testa alla classifica ci sono gli Stati Uniti con 46.000 paia; segue l’Austria con 41.000 e Insieme rappresentano quasi il 60% delle esportazioni. Sorprendente è il caso Russia dove, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le forniture sono quasi triplicate, passando da 2.200 paia a 6.200.
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