NEGLI STATI UNITI CALANO I CONSUMI, MA NON QUELLI DEGLI ARTICOLI SPORTIVI
Gli americani spendono meno negli acquisti. Preoccupati per la situazione economica che non dà segnali di miglioramento,
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NEGLI STATI UNITI CALANO I CONSUMI, MA NON QUELLI DEGLI ARTICOLI SPORTIVI
Leggi tutto... Gli americani spendono meno negli acquisti. Preoccupati per la situazione economica che non dà segnali di miglioramento, Secondo il “Global Sport Estimate 2011”, studio inerente i consumi nel settore delle attrezzature e dell’abbigliamento per praticare discipline sportive, effettuato dall’Istituto nordamericano di ricerche NPD Group, il 2010 deve essere considerato anno di inizio della ripresa. Lo confermano i dati: mentre il 2009 si era chiuso con il fatturato globale ammontante a 213 miliardi di euro, -2% rispetto all’anno precedente, il 2010 ha registrato una crescita del 4%, portandolo a 226 miliardi di euro. A fare compiere questo balzo in avanti sono stati, in particolare, gli sport outdoor e il gioco del calcio, quest’ultimo beneficiato dall’effetto pubblicitario dei campionati del mondo disputati in Sudafrica. Nell’ordine, i Paesi che nel 2010 hanno guidato la classifica dei consumi sono: Stati Uniti, Giappone, Germania, Cina, Francia, Inghilterra e buona settima l’Italia.I CASCHI DA SCI E SNOWBOARD NEGLI STATI UNITI
Leggi tutto... Nel corso della stagione invernale 2010/2011 negli Stati Uniti sono stati venduti un milione e trecento mila caschi a sciatori e snowboarder, Nell’indagine di agosto di Findomestic, società che opera nel settore dei prestiti personali e dei crediti al consumo, la fiducia degli Italiani non solo cala per il terzo mese consecutivo ma raggiunge anche il peggior valore dall’inizio della rilevazione (ottobre 2007). In una scala che va da 1 a 10, e dove la soglia positiva è 7, il dato attuale è pari a 4 e se consideriamo che parte delle interviste sono state condotte prima delle notizie negative della borsa il dato ad oggi potrebbe essere ancora più negativo. A precipitare, in particolare, è il grado di fiducia delle fasce di popolazione più istruite. A livello regionale, nell’Italia settentrionale (Nord-Est e Nord-Ovest) il grado di fiducia è più elevato e presenta un andamento comunque sostanzialmente stabile. Nel Centro, nel Sud e nelle Isole, invece, il calo registrato è significativo, con valori ben al di sotto del dato medio nazionale. Continua a calare pure la previsione sull’andamento della situazione italiana a 12 mesi. Anch’essa risulta essere la peggiore da quando è iniziata la rilevazione (ottobre 2007). In tema di risparmio, il trend rispecchia questa situazione di difficoltà: la propensione personale a incrementare la quota di risparmio nei prossimi 12 mesi è inferiore sia a quella del mese precedente sia a quella di agosto 2010. Meno di 1 italiano su 10 ritiene di riuscire (sicuramente o probabilmente) ad aumentare il proprio risparmio di qui ad un anno. Dall’analisi dei mercati, vista sotto il profilo delle previsioni, comprendente tutte le principali voci di consumo, estrapoliamo la parte riferita all’impiego del tempo libero intitolata: “Calo rilevante per viaggi e vacanze; flessione più contenuta per l’abbigliamento e le attrezzature sportive”. “Come ogni anno – si legge - al termine della stagione estiva, le intenzioni di acquisto nel settore dei viaggi e delle vacanze subiscono il contraccolpo fisiologico legato alla fine del tradizionale periodo dedicato alle ferie. Meno accentuato il rallentamento delle intenzioni dichiarate per abbigliamento e attrezzature sportive, che comunque, anche se di poco, sono inferiori al dato degli anni passati”. L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) ha tracciato un primo consuntivo dei saldi estivi, rilevando che finora sono stati un vero e proprio flop. Al Sud la percentuale di acquirenti è scesa del 12% rispetto al 2010, le vendite hanno registrato un calo medio del 10%. “Dopo il primo week end, che come ogni anno segna un buon afflusso di consumatori, che comunque quest'anno è stato inferiore rispetto a quello dello scorso anno, i saldi di quest’estate si stanno rivelando un flop, solo la metà dei consumatori ha fatto un acquisto, le vendite complessive sono calate in media del 10% rispetto allo scorso anno - dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – mentre la spesa si è ridotta in media del 20%". La contrazione della spesa è diretta conseguenza della crisi economica in corso, le famiglie tagliano i propri consumi soprattutto sui beni secondari, in primis sull’abbigliamento e le calzature. Il 23% dei consumatori non ha superato i 50,00 euro di spesa, il 19% ha messo a disposizione un budget di 100,00 euro e solo il 10% ha speso di più. Al Nord la percentuale di consumatori che ha acquistato a saldo è diminuita del 5%, al Sud addirittura del 12%. Per quanto riguarda l’assieme dei prodotti, risulta in crescita solo l’abbigliamento di alta qualità (+2%, mentre le calzature segnano -12%, l’abbigliamento sportivo (-9%) e quello di media/bassa qualità (-19%). Si tratta di risultati in buona parte determinati dalla concorrenza degli outlet e dei punti vendita ubicati all’interno dei centri commerciali (capaci di offrire tutto l’anno vendite a stock a prezzi contenuti) e da quella dell’e-commerce, che avanza proposte d’acquisto scontate fino al 70% in ogni stagione, con la possibilità, peraltro di cambiare i prodotti senza spese aggiuntive: un’opportunità di risparmio e un nuovo modo di acquistare che si sta consolidando sempre di più tra gli internauti italiani. "L’unica nota positiva dei saldi estivi 2011 – dice in conclusione il presidente Pileri - è rappresentata dal loro avvio alla stessa data in tutta Italia, ma è necessaria una completa liberalizzazione della stagione dei saldi: senza questo ostracismo, probabilmente, gli incassi potrebbero essere superiori a quanto effettivamente è possibile realizzare adesso.” Gli italiani sono stanchi di comprare, complice la crisi dell'edonismo e del soggettivismo che finora ha identificato il benessere con il godimento sfrenato. Gli italiani, insomma, sono passati dallo slogan 'voglio tutto' al ben più prosaico 'ho tutto'" e il consumo è diventato più equilibrato. Nella ricerca “I miti che non funzionano più”, presentata a Roma dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), l'istituto si sofferma sull'evoluzione del soggettivismo, uno dei tratti peculiari della nostra società, che si manifesta nel cambiamento degli stili di consumo. I ricercatori rilevano la stanchezza verso l'idea di un benessere materiale. “Dal 2007 al 2010 - rileva il Censis - in un periodo di crisi economica, i consumi delle famiglie italiane sono diminuiti in termini reali di 1.754 euro all’anno: come se fossero rimaste senza consumare per circa 20 giorni in questo lasso di tempo". Ma il calo non è dipeso solo da fattori economici. I dati mostrano il lento declinare del meccanismo del consumo, la stanchezza per il godimento incessante ed estemporaneo che rappresenta. È come se la crisi avesse operato da detonatore della stanchezza del principale meccanismo di mutazione antropologica della nostra società. E di questa stanchezza – è evidenziato nella ricerca - siamo tutti consapevoli. Oltre il 57% degli italiani ha la sensazione che al di là dei problemi di reddito, c'è un desiderio meno intenso di consumare, però il 32% lo dice aggiungendo che di tanto in tanto il desiderio si riaccende per la presenza sul mercato di nuovi beni e servizi. Inoltre, c'è anche la percezione dello spreco o meglio dell'eccesso d’abbondanza: oltre il 51% degli italiani ritiene che ci sono settori in cui, individualmente o anche in famiglia, si potrebbe consumare meno. Il rito dei saldi di fine stagione sta per prendere il via. La data, concordata uguale per tutti su scala nazionale, lo scorso 24 marzo alla Conferenza delle Regioni e Province, è fissata per sabato 2 luglio. Secondo le stime di Confcommercio, la spesa media per famiglia, calcolata sull’acquisto di abbigliamento e calzature, sarà di 274 euro, determinando un valore complessivo di circa 4,1 miliardi di euro. “I saldi – sostiene il vicepresidente Renato Borghi – rappresentano da sempre una sorta di rito collettivo. Di certo sono una tappa fondamentale, soprattutto in tempo di crisi. Non sono previste effervescenze ma attese tiepide. Oltre 15 milioni di nuclei familiari daranno la caccia all’occasione”. A nome della Fismo (Federazione Italiana Settore Moda, facente capo alla Confesercenti) interviene il presidente Roberto Manzoni affermando: “L’attesa è forte con la speranza che si possa recuperare almeno in parte quanto perduto nei mesi scorsi. Il giro di affari dovrebbe livellarsi sul 2010, vale a dire sul 26% del fatturato stagionale. Lo spesometro, nuova disposizione di legge in vigore dal 1 luglio per gli acquisti di valore superiori ai 3.600 euro, impegna i negozianti a segnalare all’Agenzia delle Entrate l’entità della spesa e da chi è stata effettuata. Ogni commerciante deve fare l’inquisitore e questo è un ruolo antipatico da svolgere. Aggiungasi il malumore degli imprenditori, dovuto a una partenza che a loro avviso sarebbe dovuta iniziare almeno una settimana dopo”. I dati e i rilievi resi noti dalla Confesercenti si scontrano con le opinioni espresse dalla Federconsumatori e da Codacoms. La prima sostiene che “nonostante il caldo sarà una stagione “ghiacciata", con un peggioramento del 4/6% sul crollo registrato nello stesso periodo dei saldi estivi 2010. Le famiglie che effettueranno acquisti a saldo saranno il 37%, determinando una spesa complessiva di 1,28 miliardi, equivalente a 56 euro a testa”. Ancor più pessimista è il Codacons che stima “una flessione delle vendite del 10/15%, con una spesa/famiglia che non supererà i 160 euro”. Per sapere chi, tra Confcommercio, Federconsumatori e Codacons, sarà andato più vicino al vero nel fare la previsione, basterà aspettare qualche settimana. Giovanni Morzenti, Presidente Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.), e Luca Businaro, Presidente Assosport, nel corso di un convegno ospitato dalla Camera dei Deputati, hanno introdotto la presentazione dei risultati della ricerca commissionata da F.I.S.I. “Gli Italiani, la montagna e gli sport invernali. Criticità e possibili soluzioni per il turismo e lo sport montano” coordinata da Cosimo Finzi di AstraRicerche.I dati presentati sono stati discussi in una tavola rotonda moderata dal Condirettore della Testata Giornalistica Regionale-RAI, Alessandro Casarin, ed introdotta dall’On. Pierluigi Mantini, Presidente Osservatorio parlamentare per il Turismo, nella quale sono intervenuti: Sandro Lazzari, Presidente ANEF, Claudio Albonetti, Presidente Assoturismo, Walter Meister, Vice Presidente Federalberghi, Renzo Iorio, Vice Presidente Federturismo, Francesco Montera, Direttore generale Promuovitalia, Alberto Zanatta, Direttore Tecnica Group, On. Erminio Quartini e il Sen. Giacomo Santini rispettivamente Presidente Onorario e Presidente di nuovissima nomina dei Parlamentari Amici della Montagna, Giampietro Nattino, Presidente Banca Finnat. Finzi ha sottolineato lo stretto rapporto degli italiani con la montagna e l’interesse verso gli sport invernali che emerge dalle risposte del campione rappresentativo della popolazione italiana da 18 a 65 anni, pari a 38.600.000 persone, indagato attraverso 2.096 interviste. Risposte che sono state arricchite dalle opinioni di tesserati F.I.S.I. e di Sci club raccolte attraverso due altre distinte ricerche. “Ne è emerso – ha sostenuto AstraRicerche - un quadro quantitativo e qualitativo, dal quale risultano criticità, ma anche grandi opportunità, che stimola riflessioni e sollecita risposte da parte di tutti gli attori, istituzionali e privati, interessati allo sviluppo armonico della montagna. Si tratta di risposte che in alcuni casi possono e devono essere date da singoli protagonisti, ma che più spesso necessitano di essere inserite in un quadro d’insieme e coordinato”. Quasi il 42% degli italiani frequenta la montagna e 1 su 3 ci va regolarmente in vacanza uno o più volte all’anno, anche se non necessariamente durante il periodo invernale. Infatti solo il 16,2% della popolazione pratica in modo non occasionale sport invernali. Lo sci alpino rimane lo sport più praticato, anche se risultano particolarmente ‘attrattivi’ (con un elevatissimo numero di concittadini che vorrebbero praticarli o almeno provarli: 20% o più): lo sci di fondo, lo slittino e lo snowboard e, a seguire, gli altri sport invernali. “Si tratta di un mercato potenziale – ha sottolineato Finzi - enorme e scarsamente sfruttato e risulta dunque evidente la necessità di ampliare l’offerta formativa e le occasioni di ‘prova’ degli sport, non dimenticando che la domanda non viene solo dalla parte più giovane della popolazione ma si estende anche alle fasce adulte e tardo. La domanda c’è, occorre offrire quanto il popolo della montagna desidera in modo più easy, economico e adatto a tutta la famiglia (bambini in particolare) per una stagionalità che dura a lungo”. Una potenzialità che emerge anche dalle interviste ai tesserati della F.I.S.I. e degli Sci club, che nell’85% dei casi pratica sci alpino, ma vorrebbe cimentarsi con lo sci d’alpinismo, il free-style, lo snowboard ed anche con lo sci d’erba e con lo sci di fondo, oltre al fatto che alcuni sport ‘minori’ non sono noti neppure a parte dei tesserati FISI. Ben al 70% degli intervistati piace guardare sport invernali in televisione e chiedono maggior copertura dei mezzi di comunicazione in genere. Suggerimenti vengono avanzati dai tesserati sulla diversificazione delle offerte e validità dei servizi e alla visibilità di FISI in occasione di eventi sportivi. Ogni soggetto interessato allo sviluppo dell’economia e delle attività legate alla montagna trova nella ricerca spunti per migliorare la propria offerta, dalla quale emerge, però, con forza anche la necessità di uno sforzo corale e coordinato per rendere più competitivi tutti i segmenti della catena del valore generabile dalla montagna. I successi dei campioni sportivi, ad esempio, come è ampiamente dimostrato, trascinano nuovo interesse per le località di montagna, incentivando le attività di promozione, commerciali, alberghiere e di intrattenimento, stimolando il mercato delle attrezzature e dell’abbigliamento sportivi, determinando maggiori entrate fiscali per gli Enti locali. Il loro raggiungimento non ha, dunque, ricadute positive solo per F.I.S.I. e per gli sci club, così come, allo stesso tempo, l’ampliamento del numero di praticanti delle discipline sportive invernali, determinato dal miglioramento dell’offerta e dal contenimento dei costi, oltre ad riflettersi positivamente sulle attività economiche legate alla montagna, aiuterebbe a far emergere nuovi campioni. “La ricerca – ha commentato Giovanni Morzenti, Presidente F.I.S.I. - che abbiamo affidato ad AstraRicerche, ci ha fornito importanti spunti per rafforzare le iniziative della nostra Federazione verso l’opinione pubblica, gli amanti degli sport invernali e i nostri tesserati. Sulla base delle risorse a nostra disposizione non mancheremo di lavorare con impegno lungo le indicazioni ricevute. Voglio, però, sottolineare il dato che le grandi potenzialità che emergono dalla ricerca per la montagna e l’economia ad essa collegata, per lo sviluppo degli sport invernali a livello amatoriale e di quello agonistico ai vari livelli, non possono che trovare risposte in una forte collaborazione e una convinta iniziativa sistemica tra le istituzioni nazionali e locali, il mondo dello sport, la ricettività turistica e l’imprenditoria privata. Per capire che cosa fare e come procedere è sufficiente guardare le buone pratiche messe in campo dai Paesi alpini che ci circondano, in primis l’Austria, ma anche Germania, Svizzera e Francia. Riducendo, ad esempio, le accise che gravano sui costi dell’energia degli impianti di risalita, si potrebbero trasferire i risparmi sia nel miglioramento degli stessi, sia nella riduzione dei costi per gli sportivi, creando così un circolo virtuoso di cui potrebbero beneficiare tutti i protagonisti. Dotare la montagna di moderne infrastrutture viarie, di ospitalità e sportive nel rispetto dell’ambiente e della sua sostenibilità è la sfida che ci deve accomunare per valorizzare il territorio montano. Una sfida a cui F.I.S.I. non mancherà di portare il suo contributo di contenuti ed organizzativo”. "Dobbiamo recuperare l’interesse nazionale nel turismo - ha aggiunto l'On. Pierluigi Mantini, presidente dell'Osservatorio Parlamentare per il Turismo -. Anche correggendo l’attuale titolo quinto della Costituzione, perché il “turismo delle piccole patrie” non regge il confronto sulla scena globale. Ed occorre specializzare l’offerta: per la montagna più leisure, parchi tematici, più controllo degli standard qualità-costi ma anche incentivi economici, come la riduzione dell’accise sui carburanti e la parziale detassazione degli investimenti. Occorre un programma per la crescita del turismo e del Paese". La settima edizione de "Le Sponsorizzazioni Sportive in Italia - Annuario 2011" fotografa il mercato delle sponsorizzazioni in Italia, con riferimento alla stagione sportiva 2010/2011 per i campionati e 2010 per gli eventi. L'Annuario, realizzato da Stageup, analizza oltre 3.500 operazioni di sponsorizzazione sportiva. La lettura dei dati in esso contenuti è possibile secondo la duplice prospettiva di sponsor e di sponsee: nella prima parte del CD-Rom ogni sponsee è presentato all’interno dell'elenco degli investitori che hanno abbinato il loro brand. Nella seconda parte è possibile conoscere gli interventi dei diversi sponsor trasversalmente a tutte le discipline considerate: per ogni investitore sono elencati gli sponsee scelti, la tipologia di format, la data di inizio della sponsorizzazione, la durata e la stima del costo dell'operazione. L’opera è suddivisa in due sezioni.
Nella prima sono sottoposti a esame i principali sport e i principali eventi italiani (o svoltisi in Italia). secondo la prospettiva dello sponsee:
Nella seconda sezione sono elencati gli interventi di sponsorizzazione sportiva di tutte le discipline sportive prese in considerazione. Il prezzo del singolo CD-Rom 2011, riservato ai centri media, concessionarie escluse, è di 150 euro + Iva, da intendere come offerta promozionale valida fino al prossimo 31 maggio. Martedì 17 maggio 2011, dalle ore 9 alle ore 13.30, presso la Camera dei Deputati – Palazzo Marini – Sede Mercede, Roma, si svolgerà una tavola rotonda dal titolo “Gli Italiani e la montagna: nuove opportunità per il turismo e lo sport”. L’evento è stato promosso dalla FISI – Federazione Italiana Sport Invernali con il contributo di Assosport.Nella fase introduttiva Giovanni Morzenti, presidente FISI presenterà i risultati di una ricerca che la Federazione ha commissionato al prof. Enrico Finzi, di AstraRicerche, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle esigenze dei tesserati FISI, offrire agli operatori della montagna spunti per migliorare l’offerta turistica, incrementare e promuovere la pratica sportiva in montagna. Seguiranno interventi di: On. Pierluigi Mantini – presidente Osservatorio parlamentare per il Turismo, Sandro Lazzari – presidente ANEF, Claudio Albonetti - presidente Assoturismo, Walter Meister - vice presidente Federalberghi, Renzo Iorio – vice presidente Federturismo, , Manuela Viel – direttore Assosport, Francesco Montera – direttore generale Promuovitalia, Alberto Zanatta –direttore Tecnica Group, On. Erminio Quartiani presidente onorario parlamentari Amici della Montagna, Gianpietro Nattino – presidente Banca Finnat., On. Rocco Crimi - sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport. Moderatore: Alessandro Casarin – condirettore TGR –RAI. Sarà presente per un saluto ai partecipanti Christof Innerhofer, campione del mondo a Garmisch 2011. |